[ di Paolo Bardelli ] Ci si aspettava che il barbuto Samuel Beam rimanesse per sempre confinato in quel folk americano ancorato saldamente alle radici dell’interno degli States, e invece con “Kiss Each Other Clean” il professore prende un volo per atterrare in aeroporti non usuali per lui, inevitabilmente lontano da casa.
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Iron & Wine in una performance live al Late Night With Jimmy Fallon, il 6 gennaio 2011.
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Quante volte Iron & Wine è stato accostato a Nick Drake? Tante, troppe: tutte le volte che si parla dei suoi dischi. Per noi significherebbe sminuirne l’opera, perché, tralasciando qualche somiglianza fisiologica nelle trame di chitarre (“House by the sea”), ci sembra che “The Sheperd’s Dog” abbia la forza di brillare di luce propria. Lasciamo…
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Iron & Wine, ovvero Sam Bean. Reduce dall’apprezzato “Our Endless Numbered Days” che gli ha permesso di diventare una sorta di culto del pop contemporaneo. Qui lo scarto sonoro si fa comunque corposo: innanzitutto chitarra elettrica, pianoforte e archi finora erano elementi estranei all’architettura musicale del compositore statunitense, e la sua voce calda ed evocativa…
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Sam Beam, l’uomo dietro Iron and Wine, potrebbe davvero diventare il vostro autore di canzoni preferito, se gliene darete l’occasione. Il tutto semplicemente perché questo suo secondo lavoro, intitolato “Our Endless Numbered Days”, fatto di ballate quiete e profonde che pescano dal folk e dai classici, è un disco di cui si sentiva la mancanza.…

