Primo passo obbligato per il sottoscritto è quello di spendere di nuovo due parole per “Amputechture”, tanto per mettermi a posto la coscienza. Cassato con particolare delusione all’uscita, e riascoltato poco tempo fa (perchè i dischi, più o meno tutti, si riascoltano anche a distanza di anni, anche dopo aver compilato la nostra classifichina carina…
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“Amputechture” è esagerato. E la recensione finì qui. Basterebbe una sola parola per descrivere il nuovo parto dei Mars Volta, sia nel bene che nel male. Partiamo dal fatto che i grandi sostenitori troveranno le incredibili doti strumentali, già ampiamente dimostrate con i precedenti dischi, ancora più in vista. Discreta e un po’ triste soddisfazione.…
