• CORRECTO, Correcto (Domino, 2008)

    La Scozia ha saputo regalare nel tempo emozioni un po’ a tutti. Ognuno ha il suo gruppo feticcio scozzese (chi i Mogwai, chi i Belle And Sebastian, chi ancora i Teenage Fanclub) e la cosa tra alti e bassi continua ancora oggi, nell’era dei Fratellis e dei Franz Ferdinand, che non saranno esattamente la stessa…

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  • FOUR TET, Ringer (Domino / Self, 2008)

    Le quattro tracce di “Ringer” sono essenza folktronica applicata ai canoni più classici della cassa in quattro. Kieran Hebden opera dunque uno spostamento di asse che va letto come l’evoluzione di quanto già avvertito ai tempi del singolo “Pockets”, pubblicato in occasione dell’uscita di “Four Tet Dj-Kicks”. Certi ricami, così come tutto il sostrato sonoro…

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  • LIGHTSPEED CHAMPION, Falling Off The Lavender Bridge (Domino / Self, 2008)

    Chi si ricorda (pochi immagino) ancora i Test Icicles, è meglio che li dimentichi al più presto. Dev Hynes (che di quel gruppo era chitarrista) si è lasciato alle spalle ogni velleità glam pop con vaghe pretese dancerecce ed è tornato per un periodo di decompressione e riflessione in patria, dove è stato poi fulminato…

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  • ANIMAL COLLECTIVE, Strawberry Jam (Domino, 2007)

    ANIMAL COLLECTIVE, Strawberry Jam (Domino, 2007)

    Non si deve poi faticare molto per trovare una definizione che si adatti a questo disco: il fatto stesso che sia attribuito ad un collettivo animale ed intitolato alla marmellata di fragole rende sufficientemente l’idea di una sostanza schizzo-appiccicosa, qual è quella di “Strawberry Jam”… E non è nemmeno necessario rovistare fra chissaquali pionieri dimenticati…

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  • ARCTIC MONKEYS, “Favourite Worst Nightmare” (Domino / Self, 2007)

    Speriamo che qualcuno faccia qualche bagno di umiltà. Non si pretende che vada a Canossa, ma che ammetta che questi Arctic Monkeys sono tra le cose più eccitanti che capiti di ascoltare adesso, beh, questa sarebbe buona cosa. Al secondo album di questo livello bisogna tirare giù il cappello e basta, chapeau, e dire anche…

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  • CLINIC, Visitations (Domino / Self, 2006)

    I Clinic ci hanno fregato un’altra volta. Hanno fatto un altro album con una sola canzone, la stessa, ripetuta all’infinito, come l’altra volta, appunto. Però tutte le volte che fanno partire il loro sbiascicante cantato, il loro tribalismo anarchico, la loro messa laica, è il solito botto che si ripete, come quel botto (vero) alla…

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  • JOSEF K, Entomology (Domino / Self, 2006)

    Qualcuno doveva aver calunniato Josef K., perché senza che avesse fatto niente di male, una mattina fu arrestato (Franz Kafka, “Il processo”) Alzi la mano chi non ha mai sentito parlare di Franz Kafka. Bene, bene… alzi ora la mano chi non ha idea di chi siano stati i Josef K. Come, così tanti? Scherzi…

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  • JAMES YORKSTON, The Year Of The Leopard (Domino / Self, 2006)

    In molti mal digeriscono la definizione “musica inutile”, dato che tutta la musica sarebbe “inutile” per definizione. In effetti non serve per mangiare e per le altre funzioni vitali, ok, allora se vogliamo rendere vagamente il concetto possiamo usare l’aggettivo “innocuo”? Sì, così sembra anche più rispettoso. Ecco, il terzo album di Yorkston, “The Year…

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  • ARCTIC MONKEYS, Who The Fuck Are The Arctic Monkeys (Domino / Self, 2006)

    Diciamocelo, di questo ep non se ne sentiva il bisogno. Gli Arctic Monkeys sono stati lanciati con tutti i mezzi possibili, un lancio degno dell’Apollo 211 (ovvero della duecentundicesima band che la stampa inglese cerca di propinarci a scopi nazionalistici), e questo si sa. Però abbiamo anche già detto in altra sede che stavolta non…

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  • BONNIE “PRINCE” BILLY & TORTOISE, The Brave And The Bold (Domino / Self, 2006)

    E’ prassi comune offendersi a morte quando un artista fa una cover brutta di una canzone dove hai lasciato il cuore. Come da copione, l’ascolto di questa “Thunder Road” è una fitta. Una bestemmia. Non ha nemmeno senso parlare di sacrilegio o di provocazione. E’ brutta e basta. Privata della sua intensità e riempita degli…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010