In arrivo a maggio il terzo album per i Wild Beasts dopo il successone di “Two Dancers”.
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In tutto l’interminabile marasma di new new wave, revival post-punk, o come caspita vogliamo chiamarlo, l’esordio dei These New Puritans mi aveva lasciato un segno potente già dal primissimo ascolto. Qualcosa che pensavo non mi sarebbe più capitato, ormai assuefatto dal viavai di sbarbati fighetti inglesi in odore di Talking Heads. E invece, pem! Arriva…
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Apprezzatissimo arrangiatore e violinista, il canadese Owen Pallett (da Toronto), malgrado la giovane età può già vantare un curriculm chilometrico ed altisonante (per cui molti protagonisti del panorama indie contemporaneo darebbero volentieri un braccio), caratterizzato da collaborazioni illustri praticamente con chiunque possa venirvi in mente: dai Pet Shop Boys agli Arcade Fire, passando per Beirut…
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“Il futuro sarà diverso”: questo devo aver letto sul sito web di una di quelle favolose società che si occupano di marketing. Questo deve aver in effetti pensato anche Kieran Hebden mentre pianificava le sue ultime due uscite a nome Four Tet. Probabilmente sentiva il bisogno di provare a spostarsi altrove, di allontanarsi, sempre senza…
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Come sin dall’inizio qualcuno ci ha insegnato (ma chi poi?), la differenza ancestrale tra rock americano e corrispondente rock inglese risiede essenzialmente nella problematica questione della verità o, rubando per pigrizia una scheggia terminologica alla filosofia heiddegeriana, di quella che potremmo definire la questione dell’”autenticità”. Mentre (quasi tutte) le band americane sembrano infatti e in…
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Visti dal vivo fino ad un paio d’anni fa, gli Arctic Monkeys davano l’impressione della sprovveduta college-band strappata dal proprio habitat di feste liceali e teletrasportata di peso su importanti ribalte festivaliere, in pasto a migliaia di ammiratori urlanti. Forza dell’Hype e della sua sacra corte, che in Inghilterra stringe stampa musicale e discografia indipendente…
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Esistono dischi microscopici, talmente esili e sottili da passare attraverso i filtri della critica più allertata e sensibile senza che nessuno se ne accorga. È forse questo il caso soprattutto di un cantautore-menestrello come Cass McCombs, californiano d’origine ma vagabondo di indole, con trascorsi teatrali alle spalle e tre album più un ep dati alle…
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Il rischio, con un pezzo di world music, è più o meno sempre quello: segui un canzone fin lì tutto sommato regolare e, girato l’angolo, inciampi nella fanfara di una banda di pifferi sudamericani, senza nessuna vera motivazione che non sia il solito pretesto dell’”esotismo”. Che poi “esotico” lo sarà forse per quei tre-quattro che…
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A partire dal titolo è richiamata una certa sensazione di scetticismo preventivo. Come a dire stasera, lads and gents, i Franz Ferdinand. Quei paraculo. Perché il titolo sarebbe dovuto essere “Bite Hard”, poi accantonato per motivi facilmente comprensibili anche senza l’aiuto di google. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per sparare a zero, insomma. Dalla copertina…
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La buona notizia è che gli Animal collective non hanno più paura del vuoto. Con la defezione di Deakin (defezione temporanea, se abbiamo capito come funzionano le cose in questo porto di mare di band) e con una chitarra di meno a fare sound, aumenta lo spazio dedicato alle armonie vocali mentre quella miriade di…
