• Tornano i Wild Beasts con “Smother”

    In arrivo a maggio il terzo album per i Wild Beasts dopo il successone di “Two Dancers”.

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  • THESE NEW PURITANS, Hidden (Domino, 2010)

    In tutto l’interminabile marasma di new new wave, revival post-punk, o come caspita vogliamo chiamarlo, l’esordio dei These New Puritans mi aveva lasciato un segno potente già dal primissimo ascolto. Qualcosa che pensavo non mi sarebbe più capitato, ormai assuefatto dal viavai di sbarbati fighetti inglesi in odore di Talking Heads. E invece, pem! Arriva…

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  • OWEN PALLETT, Heartland (Domino, 2010)

    Apprezzatissimo arrangiatore e violinista, il canadese Owen Pallett (da Toronto), malgrado la giovane età può già vantare un curriculm chilometrico ed altisonante (per cui molti protagonisti del panorama indie contemporaneo darebbero volentieri un braccio), caratterizzato da collaborazioni illustri praticamente con chiunque possa venirvi in mente: dai Pet Shop Boys agli Arcade Fire, passando per Beirut…

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  • FOUR TET, There Is Love In You (Domino, 2010)

    “Il futuro sarà diverso”: questo devo aver letto sul sito web di una di quelle favolose società che si occupano di marketing. Questo deve aver in effetti pensato anche Kieran Hebden mentre pianificava le sue ultime due uscite a nome Four Tet. Probabilmente sentiva il bisogno di provare a spostarsi altrove, di allontanarsi, sempre senza…

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  • WILD BEASTS, Two Dancers (Domino, 2009)

    Come sin dall’inizio qualcuno ci ha insegnato (ma chi poi?), la differenza ancestrale tra rock americano e corrispondente rock inglese risiede essenzialmente nella problematica questione della verità o, rubando per pigrizia una scheggia terminologica alla filosofia heiddegeriana, di quella che potremmo definire la questione dell’”autenticità”. Mentre (quasi tutte) le band americane sembrano infatti e in…

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  • ARCTIC MONKEYS, Humbug (Domino, 2009)

    Visti dal vivo fino ad un paio d’anni fa, gli Arctic Monkeys davano l’impressione della sprovveduta college-band strappata dal proprio habitat di feste liceali e teletrasportata di peso su importanti ribalte festivaliere, in pasto a migliaia di ammiratori urlanti. Forza dell’Hype e della sua sacra corte, che in Inghilterra stringe stampa musicale e discografia indipendente…

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  • CASS MCCOMBS, Catacombs (Domino, 2009)

    Esistono dischi microscopici, talmente esili e sottili da passare attraverso i filtri della critica più allertata e sensibile senza che nessuno se ne accorga. È forse questo il caso soprattutto di un cantautore-menestrello come Cass McCombs, californiano d’origine ma vagabondo di indole, con trascorsi teatrali alle spalle e tre album più un ep dati alle…

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  • DIRTY PROJECTORS, Bitte Orca (Domino, 2009)

    Il rischio, con un pezzo di world music, è più o meno sempre quello: segui un canzone fin lì tutto sommato regolare e, girato l’angolo, inciampi nella fanfara di una banda di pifferi sudamericani, senza nessuna vera motivazione che non sia il solito pretesto dell’”esotismo”. Che poi “esotico” lo sarà forse per quei tre-quattro che…

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  • FRANZ FERDINAND, Tonight: Franz Ferdinand (Domino, 2009)

    A partire dal titolo è richiamata una certa sensazione di scetticismo preventivo. Come a dire stasera, lads and gents, i Franz Ferdinand. Quei paraculo. Perché il titolo sarebbe dovuto essere “Bite Hard”, poi accantonato per motivi facilmente comprensibili anche senza l’aiuto di google. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per sparare a zero, insomma. Dalla copertina…

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  • ANIMAL COLLECTIVE, Merriweather Post Pavilion (Domino, 2009)

    ANIMAL COLLECTIVE, Merriweather Post Pavilion (Domino, 2009)

    La buona notizia è che gli Animal collective non hanno più paura del vuoto. Con la defezione di Deakin (defezione temporanea, se abbiamo capito come funzionano le cose in questo porto di mare di band) e con una chitarra di meno a fare sound, aumenta lo spazio dedicato alle armonie vocali mentre quella miriade di…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010