In “Immolate Yourself” non troverete certo la grazia di “Farenheit Fair Enough” (Hefty!, 2001) né l’approccio orchestrale di “Map Of What Is Effortless” (Hefty!, 2004). Troverete invece qualcosa di nuovo, un cambiamento motivato, la degna evoluzione del suono dei due album precedenti. Ci sono, infatti, un equilibrio nuovo ed una forte coerenza interna. Episodi, frammenti…
-
Benvenuti nella jungla, quella urbana naturalmente, che grazie a Dio nulla ha a che fare con la grottesca prosaicità di Axl Rose e soci. Dentro questo disco c’è la musica di cui la vecchia, triste e invernale Europa ha più bisogno, c’è la vita declinata in tutti i suoi casi, il groove, l’anima (traducibile, ontologicamente…
-
I Jennifer Gentle cominciano a fare proseliti, questo è certo. Tra un Samuel Katarro e una Beatrice Antolini, non è dunque da escludere (anzi: è da auspicare) che anche gli interessantissimi Unmade Bed riescano a ritagliarsi un loro piccolo grande spazio. Il gruppo, facente capo al fiorentino Lorenzo Gambacorta, propone infatti nel suo esordio (freschissimo…
-
Non sapevo cosa scrivere. Cercate di mettervi nei miei panni. Sono springsteeniano e non rinnegherò mai il ruolo che ha avuto Springsteen nella mia formazione musicale. Cosa dovrei quindi dire davanti ad una roba del genere? Ho cercato di capire. Ho cercato di contestualizzare. Di guardare di sopra, di sotto, di lato. Forse mi manca…
-
THE PAINS OF BEING PURE AT HEART, The Pains Of Being Pure At Heart (Slumberland / Fortuna pop, 2009)
Tra i nomi più citati dell’underground indie pop americano degli ultimi mesi occorre annoverare senz’altro i The Pains Of Being Pure At Heart, quartetto newyorchese che proprio in questi giorni è venuto allo scoperto con un album accolto più che benevolmente dalla critica di settore (qualche giorno fa è giunto l’agognato bollino di qualità di…
-
“Songs About Dancing And Drugs” è un album cupo, crepuscolare e, soprattutto, come promette il titolo, fatto di canzoni. Jeremy Shaw aka Circlesquare riesce a dare l’impressione di mettere molto di personale in questi otto brani, alternando un approccio piuttosto cantautorale a quell’eclettismo indie – elettronico tipico di molte uscite della K7. Un album, questo,…
-
A partire dal titolo è richiamata una certa sensazione di scetticismo preventivo. Come a dire stasera, lads and gents, i Franz Ferdinand. Quei paraculo. Perché il titolo sarebbe dovuto essere “Bite Hard”, poi accantonato per motivi facilmente comprensibili anche senza l’aiuto di google. Ci sarebbero tutti gli ingredienti per sparare a zero, insomma. Dalla copertina…
-
Su Antony Hegarty rimane ben poco da dire e quello che più importa è già stato detto e ridetto fino allo sfinimento. Lo si può apprezzare o meno ma è senz’altro lui “il” nome nuovo che più di altri ha marchiato a fuoco il suono di questi anni Zero. E questo non perchè l’abbiano stabilito…
-

La buona notizia è che gli Animal collective non hanno più paura del vuoto. Con la defezione di Deakin (defezione temporanea, se abbiamo capito come funzionano le cose in questo porto di mare di band) e con una chitarra di meno a fare sound, aumenta lo spazio dedicato alle armonie vocali mentre quella miriade di…
