[ di Lorenzo Centini ] Voci sfuggenti, arabeschi misteriosi tra andamenti tribali, il freddo verdeggiante di un giardino in inverno o di una foresta, appunto. Riecco i Cure, quelli tra “Seventeen Seconds” e “Faith”.
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[ di Lorenzo Centini ] Manifattura casalinga, riverbero, suoni a malapena sgrezzati, twee-pop e noise-pop, tutto in linea con la tendenza internazionale, che non disprezziamo affatto e che se è trendy, pazienza. Buone news dalle Marche.
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[ di Lorenzo Centini ] I Cloud Control sono un’onestissima compagine pop-freak agile nel muoversi nelle seconde linee su sentieri già tracciati da buona parte dell’indie moderno.
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[ di Lorenzo Centini ] Le tre giapponesi hanno tentato una strada più coraggiosa, anche se meno interessante: dilatare i tempi e sprofondare nelle sepolture drone-doom.
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[ di Lorenzo Centini ] Non so voi, ma io ho spessissimo bisogno di sentire canzoni, semplici canzoni, nessuna novità sensazionale che dura un quarto d’ora al più.
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[ di Lorenzo Centini ] Questo disco è una truffa sfrontata e contemporaneamente un lavoro devastante.
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[ di Lorenzo Centini ] Così le Vivian Girls abbozzano melodie carine, ma poi le deviano all’ultimo momento lasciandole incompiute: la voce nasale e annoiata dà l’impressione di una che dice “ti amo” e “vado a comprare il pane” esattamente nella stessa maniera.
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[ di Lorenzo Centini ] L’incantesimo si è rotto. I TVOTR hanno inspiegabilmente scelto di smorzare le braci accese sotto le suole che li rendevano così urgenti in passato.
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[ di Lorenzo Centini ] Non è un problema di repertorio, quasi del tutto eccezionale: Cornell canta male, duole ammetterlo, e l’impressione è quella di una pantomima da miserabili tromboni di hard rock giurassico anni ’70.
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[ di Lorenzo Centini ] Alle Those Dancing Days è riuscito il colpaccio di un album clamoroso, pressoché perfetto, suonato con sicurezza e faccia tosta.
