• Tori Amos: poco brivido, molte certezze

    Tori Amos: poco brivido, molte certezze

    Lei è così da sempre, ce la ricordiamo eternamente rossa (anche se nella copertina di “American Doll Posse” ci ha giocato con il suo colore dei capelli…), con i suoi sempiterni volteggi vocali e pianistici che vanno a toccare traiettorie consuete ma fascinose. E anche stavolta Tori Amos pare non spostarsi davvero lontano dai suoi…

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  • Dirty Projectors, altri figliocci di David Byrne

    Dirty Projectors, altri figliocci di David Byrne

    Anche loro si sono esibiti al SXSW 2009, e arrivano all’album della svolta (forse), perché l’etichetta che li ha presi sotto l’ala è la Domino ed il nome conta. I Dirty Projectors, in realtà progetto del vulcanico Dave Longstreth, musicista di Brooklyn che in questa veste ha sfornato dal 2002 ad oggi ben sei album…

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  • MARLENE KUNTZ, New Age, Treviso, 17 aprile 2009

    MARLENE KUNTZ, New Age, Treviso, 17 aprile 2009

    Godano si è tagliato la barba. E i Marlene non suonano più “La Canzone Che Scrivo Per Te”. Potrebbe essere sintetizzato così, con queste due massime che dicono più di quello che sembra il concerto della band cuneese al New Age di Treviso. Data “post-London”, dato che questo tour è iniziato in pompa magna proprio…

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  • Temper Trap, c’è vita in Australia

    Temper Trap, c’è vita in Australia

    I Jet fanno pietà. Gli Wolfmother sono anche peggio. Ma può uscire qualcosa di decente dall’Australia? A parte i Pivot e i Cut Copy, s’intende (ed evitiamo di tirare fuori i “vecchi”, Nick Cave ecc. perché ci stiamo riferendo a roba uscita in questo decennio…). Qualcosa si muove, si potrebbe dire ascoltando questi Temper Trap,…

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  • Gli Hercules and Love Affair a “Don’t Look Down”!

    Gli Hercules and Love Affair a “Don’t Look Down”!

    Gli Hercules and Love Affair si sono beccati anche il primo posto, l’anno scorso, delle migliori 100 canzoni di Pitchfork: naturalmente, la loro “Blind”. Dato il feeling, Pitchfork Tv è dunque andata a prendersi gli Hercules per metterli su un grattacielo di New York a suonare, nell’ambito del format “Don’t Look Down” (che aveva visto…

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  • I Depeche Mode, i Marlene Kuntz e l’arte dell’errore

    I Depeche Mode, i Marlene Kuntz e l’arte dell’errore

    C’è una nuova tendenza, o almeno mi pare, nei giornali musicali: artisti italiani che intervistano artisti stranieri. Rolling Stone di questo mese manda la Antolini a chiacchierare con PJ Harvey, mentre XL (mensile alquanto brutto…) usa invece Morgan per intervistare Martin Gore dei Depeche Mode. Evidentemente ai lettori non bastano più i semplici giornalisti, vogliono…

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  • Metric, parrucche improbabili e minigonne ascellari

    Metric, parrucche improbabili e minigonne ascellari

    Le idee semplici sono spesso le migliori. Il video di “Gimme Sympathy”, primo estratto dal nuovo album dei Metric (“Fantasies”, in uscita il 14 aprile), ruota attorno ad una sola intuizione, un unico piano sequenza in cui, senza mai staccare l’inquadratura, si incontrano via via i Metric vestiti diversamente e scambiati nelle loro postazioni da…

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  • THANKS 4 ALL THE FISH! VOL. 4 – Mono, Chris Cornell, The Antlers, “Score” della Merge Records

    THANKS 4 ALL THE FISH! VOL. 4 – Mono, Chris Cornell, The Antlers, “Score” della Merge Records

    “I licenziati trovino qualcosa da fare”, “Gli italiani devono lavorare di più” e così via. Ogni giorno quello che si è fatto immortalare con il berretto da Macchinista della Freccia Rossa ne dice una più bella dell’altra. Ottimismo spiccio, ad etti, come quando si va dal salumiere che te poi se ce n’è un’etto e…

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  • PETER, BJORN & JOHN, Estragon, Bologna, 23 marzo 2009

    PETER, BJORN & JOHN, Estragon, Bologna, 23 marzo 2009

    C’è stata subito una circostanza del live di Peter Bjorn & John che mi ha maldisposto: che il batterista suonasse in piedi. E’ una roba malsana, che non si fa. I batteristi suonano da seduti, punto. E’ come per il fare pipì, c’è una regola: un ometto fa la pipì da in piedi, chi la fa da…

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  • Lily Allen e l’eiaculazione precoce

    Lily Allen e l’eiaculazione precoce

    L’avevamo definito un “terribile finto folk-western”: Lily Allen la pensa diversamente. “Not Fair” è il secondo singolo estratto da “It’s Not Me It’s You”, mossa suicida a nostro parere. Già l’album è così così (vedi recensione), con luci ed ombre, un cd che ogni tanto si fa ascoltare senza pretese ma non riesce mai a…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010