[ di Paolo Bardelli ] La Warp punta molto su questi The Hundred in the Hands, il cui disco omonimo è uscito a Settembre. Nel video di “Pigeons” la protagonista vomita fuochi d’artificio ma anche gli ascoltatori potrebbero avere la stessa reazione, peraltro reale.
[ di Paolo Bardelli ] Grandi aspettative per questo trio di nostalgic-shoegaze, in uscita ad ottobre con “The Longing”. Il pezzo che si può ascoltare ora, “Mirror”, è una delizia.
[ di Paolo Bardelli ] Un progetto nato tra Ferrara e Mantova, un rock potente ed intricato vago parente dei Queens Of The Stone Age (o, meglio, Fugazi), un lottare continuo con quel piattume territoriale dove si fa fatica a scorgere un monte in lontananza.
[ di Paolo Bardelli ] Per festeggiare i 10 anni di Kalporz un nuovo logo, opera di Stefano Folegati, ed una serata di festeggiamenti il 23 ottobre con il concerto di A Toys Orchestra al Calamita di Cavriago (RE).
[ di Paolo Bardelli ] Nuovo video per l’artista spagnolo di Las Palmas de Gran Canaria: estetica indie da fine anni zero, ma alla fin fine quello che lo fa ricordare è un’altra cosa, e non sono le azzeccate sonorità exotic-electro.
[ di Paolo Bardelli ] Tribalismo psichedelico con triangoli e tastieroni, sabba sonori che paiono colonne sonore dei primi film di Dario Argento mischiate con i Liars, Animal Collective e Bat For Lashes. Per il trio di Brooklyn/Boston bisogna mettere in tasca i cornetti.
[ di Paolo Bardelli ] Dov’erano i Massive Attack quando gli adolescenti degli Anni Zero si scontravano con le loro paure? Non c’erano. Si iniziano a far perdonare facendo uscire un ep a breve distanza da “Heligoland”.
[ di Paolo Bardelli ] “Interpol” ripropone la classica estetica della band cristallizzata e che conosciamo bene, e la ripropone certo con alti e bassi, ma lo fa in piena coerenza e in alcuni punti con immutata chiarezza espositiva.
[ di Paolo Bardelli ] Vedendo il concerto degli Arcade Fire a Bologna mi è tornato alla mente un tormentone di “Non ci resta che piangere”: “Certo che lo sciacquone è un mistero…”. Ecco, per me gli Arcade Fire sono come quello sciacquone: un mistero.
Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo.
Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai.
(Matteo Marconi)Le puntate precedentiBack To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla piùBack To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!”
Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV)
Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta VegaBack To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2
Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom YorkeBack To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89)Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster
14 settembre 2010
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