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Autune, melodie d’autunno tra Puglia e Svizzera
Kalporz è lieta di ospitare – in anteprima esclusiva – l’ascolto integrale di “Sette Sonde sui Cromosomi”, la nuova fatica discografica di Autune, progetto musicale ideato da Davi Vale.
Pugliese ma trasferitosi in Svizzera, Davi Vale ha connotato il suo moniker dei colori e delle sensazioni della stagione autunnale “svizzera”. Il nome Autune nasce infatti dal gioco di parole che fonde “autumn” con la parola “tune”, sintetizzando così il concetto di “melodie autunnali”.
Si tratta del secondo album ufficiale per l’artista di Monopoli, il primo cantato in italiano, in uscita il 12 marzo 2026 per la label indipendente Trulletto Records, in streaming, digital download e in vinile in edizione limitatissima, distribuito da Believe con la promozione musicale a cura di Doppio Clic Promotions.
A noi di Kalporz ha colpito positivamente il brano “Kambusa”, una immersione in uno shoegaze denso e pesante.
Un disco nato dal buio: trasformare il malessere in suono
Prodotto e arrangiato da Autune con il supporto di Sebastiano Lillo, “Sette Sonde sui Cromosomi” è un disco che rispecchia un periodo non facile nella vita dell’artista. Da questa fase, però, Vale ha saputo trarre ispirazione per trasformare il malessere in arte e le difficoltà esistenziali in linfa musicale, sotto forma di un cantautorato elettronico dalle tinte notturne.
A raccontare la genesi dell’album è lo stesso Davi Vale:
“Sette Sonde sui Cromosomi segue cronologicamente le diverse fasi della depressione della quale ho sofferto nell’arco degli ultimi due anni, raccontandola attraverso scenari e suggestioni che ho usato come metafore per romanzare il mio stato d’animo, esplorando generi diversi che sono per l’appunto stati suggestionati dagli stati d’animo che ho provato in determinati momenti.”
“Ho imparato a riconoscere la depressione come quella cosa che ti trascina lentamente in basso illudendoti di dover risalire solo pochi gradini, senza però dirti che saranno alti il quintuplo rispetto alla norma, motivo per il quale questo disco è stato molto difficile.”
I dieci brani sono stati prodotti e registrati tra il 2023 e il 2025 presso Soppressa Records (Riazzino), Slap Studio (Castellana Grotte) e Safe Port Production (Lugano). Tra i musicisti coinvolti compaiono Sebastiano Lillo, Fabrizio Semerano, Leo Pusterla, Niccolò Monté Rizzi e altri collaboratori.
“Hentai”, ombre e confessioni: il singolo che anticipa l’album
Vale ha scelto di raccontare apertamente questa esperienza non solo come percorso personale, ma anche come possibile punto di contatto con chi vive sensazioni simili.
“Ho deciso di parlarne non solo per me, ma anche per gli altri, affinché qualcuno possa sentirsi meno solo in quello che sta provando, poiché ho capito che certe sensazioni appartengono a molti.”
Proprio per questo il disco, pur mantenendo un carattere intimo, nasce da una dimensione fortemente collettiva: una rete di collaborazioni che ha contribuito a rendere l’opera completa senza lasciare l’autore solo nel processo creativo.
Ad anticipare l’uscita del disco c’è il singolo “Hentai”, accompagnato da un particolare videoclip realizzato ed editato dallo stesso Autune con l’obiettivo di catturare momenti di estemporaneità legati al tema del brano.
Nel video compare per tutta la sua durata l’ombra dell’artista riflessa su una parete mentre si lascia andare a gesti spontanei.
“La scelta dell’ombra non è un caso poiché volevo sottolineare quanto le sensazioni suscitate dal proprio malessere siano gran parte delle volte nascoste dal vivo dalle proprie maschere, rimanendo unicamente presenti all’interno dei propri lati oscuri.”
Menzione speciale anche per il particolare artwork del disco: una fotografia del 1895 scattata da Edgar Degas e concessa gentilmente dal J. Paul Getty Museum di Los Angeles.
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IG: https://www.instagram.com/autune_music/

