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Sabato 28 febbraio, la Co-op Live di Manchester ha ospitato la 46ª edizione dei Brit Awards (prima volta nella storia della cerimonia fuori da Londra) con Jack Whitehall alla conduzione per la sesta volta. La festa, come al solito, è iniziata ben prima della cerimonia ufficiale, con alcuni premi assegnati in anticipo. Tra i primi riconoscimenti, Noel Gallagher ha conquistato il Songwriter of the Year, sigillo su un anno segnato dal tanto atteso ritorno degli Oasis, che in nessun posto come Manchester poteva avere più peso. PinkPantheress si è aggiudicata il Producer of the Year, diventando la prima donna e l’artista più giovane di sempre a riceverlo, mentre a Mark Ronson è andato l’Outstanding Contribution to Music, anticipando uno dei momenti più emozionanti della serata.
La notte di Olivia Dean
Di chi se non sua? Questi Brit Awards hanno visto la pop star dominare, portando a casa 4 premi su 5 nomination: Artist of the Year, Album of the Year per The Art of Loving, Best Pop Act e Song of the Year condiviso con Sam Fender per “Rein Me In”. Una serata perfetta, che arriva pochi giorni dopo il primo Grammy come Best New Artist. La stazione di Manchester ha persino cambiato temporaneamente il suo nome da Deansgate a Olivia Deansgate, tanto per capire l’aria che tirava.
Le migliori performance
Tante esibizioni di livello: Harry Styles con “Aperture” in anteprima mondiale, Olivia Dean con “Man I Need” e RAYE con “Where Is My Husband!” e “Nightingale Lane”. Ma a lasciare il segno sono state soprattutto quelle di Rosalía e di Mark Ronson. L’artista catalana, accompagnata da orchestra e coro, ha eseguito “Berghain” dal suo ultimo album Lux con una scenografia mozzafiato, spaziando dal classico al clubbing più viscerale. A impreziosire l’esibizione, l’apparizione di Björk a metà show.
Mark Ronson, prima di salire sul palco, ha raccontato come proprio in quei giorni di vent’anni fa Amy Winehouse entrasse nel suo studio a New York, e in poche ore nascesse Back to Black: “I know the music I made with Amy is the reason that any of them know who I am anyway. That’s why I always treasure her voice, her talent and our bond, all of it.” La performance è cominciata assieme a Ghostface Killah con“Ooh Wee”, per poi ritornare ad Amy con “Back to Black” e “Valerie” insieme ai Dap-Kings, la sua band storica. Quindi il cambio di marcia con “Uptown Funk”, il mostro da miliardi di stream con Bruno Mars. Quando sembrava finita, Dua Lipa è entrata in scena su una disco ball per “Dance the Night” ed “Electricity”.
Conferme, sorprese, stranezze
Tra i premi più scontati della serata, i Geese premiati come International Group e Fred Again con Skepta e PlaqueBoyMax che portano a casa il Best Dance Act con “Victory Lap”. Meno scontate le vittorie di Dave (Hip Hop/Grime/Rap Act) e di Sam Fender (Alternative/Rock Act), entrambi dove ci si poteva aspettare, rispettivamente, Central Cee e Loyle Carner o Blood Orange. Ancora più sorprendente il Group of the Year ai Wolf Alice, che battono The Last Dinner Party, Pulp, Sleep Token e Wet Leg. La stranezza della serata se la aggiudica il premio Breakthrough Artist che va a Lola Young, nonostante “Messy” abbia ormai quasi due anni e lei fosse già candidata in questa categoria l’anno scorso.
Ozzy e gli omaggi
Verso la fine della serata, uno dei momenti più toccanti: il video in memoriam con i grandi artisti persi nell’ultimo anno. Fra i tantissimi nomi, Brian Wilson, D’Angelo, Sly Stone, Angie Stone, e ovviamente Ozzy Osbourne. Al frontman dei Black Sabbath, scomparso nel luglio scorso, appena due settimane dopo il suo ultimo concerto, è andato il Lifetime Achievement Award, ritirato da sua moglie Sharon e sua figlia Kelly Osbourne.
A chiudere lo show con un tributo al Principe delle Tenebre, ci ha pensato Robbie Williams con “No More Tears”, affiancato dai musicisti che hanno suonato con Ozzy negli anni: il chitarrista Zakk Wylde, il bassista Robert Trujillo dei Metallica, il batterista Tommy Clufetos e il tastierista Adam Wakeman.
Manchester di casa
Per la prima volta in 46 anni di storia, i Brit Awards sbarcano a Manchester e la scelta dei presentatori ha fatto il resto. Shaun Ryder e Bez degli Happy Mondays, due icone che negli anni ’80 hanno messo Manchester al centro della mappa musicale mondiale, sul palco insieme a consegnare premi. Sono stati loro a chiamare i Wolf Alice per il Group of the Year.


