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Ypsigrock 2026: chi è l’artista scelta per l’artwork
Le date della prossima edizione di Ypsigrock Festival erano state annunciate già mesi fa: si svolgerà dal 6 al 9 agosto 2026, nel consueto borgo di Castelbuono (in provincia di Palermo), immerso nel Parco delle Madonie, in Sicilia. Ora, l’associazione Glenn Gould che lo organizza svela l’artwork della prossima edizione.
L’opera è firmata dall’illustratrice polacca Joanna Gniady che, con la sua immaginazione visionaria, dà forma all’universo visivo di Ypsigrock Festival 2026, intrecciando mito e contemporaneità in un bestiario magico delle Madonie.
Le idee dietro l’artwork
Per l’ideazione della sua visione su Ypsigrock, Joanna Gniady ha lavorato negli ultimi mesi in stretta collaborazione con Marcella Campo, direttrice creativa del festival, che ha coordinato l’intero processo artistico.
«Ci avviciniamo al nostro trentesimo anno, un traguardo importante – spiega Marcella Campo – e sentivamo l’esigenza di farlo in modo deciso ma giocoso, fermo e allo stesso tempo frizzante. È così che immaginiamo debbano essere vissuti i grandi passaggi: con consapevolezza, ma senza perdere la voglia di mettersi in gioco. Da qui, la scelta di affidare l’opera a Joanna Gniady, il suo tratto minimalista ma super bold, ironico ed energico, pieno di pattern dal carattere forte, ci sembrava perfetto per incarnare lo spirito di questo passaggio.»
Al centro dell’illustrazione domina una creatura-totem, con un solo grande occhio al centro della fronte, ispirata ai Ciclopi siciliani della mitologia greca (Bronte, Sterope e Arge). «Mentre prendeva forma, le abbiamo anche dato un nome: Rosheen – continua Marcella Campo – Rosheen è una custode primordiale, un simbolo di visione e presenza, capace di collegare il mondo arcaico della roccia e del fuoco con il presente elettrico del festival, lei è il perno dell’artwork sia visivamente che simbolicamente.» Accanto a lei emergono due Teste di Moro, icone dell’artigianato e della cultura siciliana, qui reimmaginate come compagni e guardiani delle storie e delle emozioni che il festival custodisce da quasi trent’anni.
A tessere il tutto c’è il Basilisk – che passa dall’essere il mostro medievale del mito, re dei serpenti, alla sua metamorfosi locale, il fungo basilisco (Pleurotus nebrodensis), rarità delle Madonie. Nel passaggio da creatura letale a fungo delicato e prezioso ritroviamo l’alchimia che anima Ypsigrock: trasformare ciò che è inaspettato in nuova energia creativa.
Una dichiarazione d’amore alla Sicilia e alla musica
«Essendo perdutamente innamorata sia della musica che della Sicilia, quando mi è stato chiesto di illustrare Ypsigrock 2026 ho avuto la sensazione di aver vinto una sorta di lotteria cosmica – confessa Joanna Gniady – il mio taccuino è letteralmente impazzito, si è riempito di Teste di Moro drammatiche, basilischi mezzi addormentati e una creatura fantasmagorica fatta interamente di suono, a metà tra una melodia e un miraggio. Volevo catturare la magia dell’isola, il calore, il ritmo, il caos alimentato da litri di espresso che fa vibrare ogni cosa esattamente come dovrebbe vibrare la vita. In sostanza, una lettera d’amore disegnata sotto il sole con matite molto, molto rumorose.»
Così, tra palme, funghi, gelsomini, ciclopi, teste di moro e serpenti danzanti, l’artwork di Ypsigrock 2026 diventa un piccolo bestiario magico delle Madonie, in cui ogni elemento osserva, cresce e muta forma. Una mitologia nuova che fonde territorio, memoria e immaginazione per definire un nuovo folklore pop, che narra di un luogo che cambia restando fedele al proprio spirito fanciullesco.
È una dichiarazione d’amore alla Sicilia più misteriosa e fertile, che continua a reinventarsi – esattamente come la musica che ogni estate risuona tra le montagne del Parco delle Madonie durante il festival.
Joanna Gniady, la biografia essenziale
Joanna Gniady è un’illustratrice polacca, di base a Wroclaw, che lavora a livello internazionale tra editoria, cultura, moda e pubblicità.
Il suo stile audace e giocoso, unito a una forte inclinazione per la narrazione visiva, ha dato vita a collaborazioni con Opéra National de Paris, Netflix, The Guardian, ELLE Italia, Sephora e molte altre realtà globali. Pur lavorando principalmente in digitale, continua a trovare un piacere insuperabile nello sporcarsi le mani con colori freschi e inchiostro cinese.

