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A pochi giorni dal solstizio d’estate, mentre le grandi capitali europee cominciano a scaldarsi sotto il sole di giugno, Zagabria si prepara a riabbracciare l’INmusic Festival, l’evento musicale giunto ormai alla sua diciassettesima edizione. Un festival che ha saputo negli anni crescere senza snaturarsi, diventando un punto di riferimento nel panorama dei live open-air dell’Europa centrale.
Dal 23 al 25 giugno 2025, la suggestiva cornice del Lago Jarun, a sud-ovest del centro città, tornerà a ospitare decine di migliaia di spettatori da tutta Europa.
L’INmusic non ha mai puntato tutto sull’effetto blockbuster, ma sull’equilibrio tra nomi affermati e nuove proposte, ed è proprio questa formula che ne ha sancito il successo e che viene riproposta in questa edizione. I nomi sono simili a quelli che stanno calcando i palchi italiani in questi giorni, come i Fontaines D.C., Massive Attack, St. Vincent, con l’aggiunta di artisti particolari a completare la line up.
La struttura del festival prevede tre palchi principali affiancati da una rete di palchi più piccoli dedicati a DJ set, world music e ricerca sonora .Il Main Stage è il cuore della manifestazione dove si esibiranno i nomi più attesi. World Stage invece è uno spazio dedicato alla musica globale e alle sonorità emergenti, convivono ritmi afrobeat, pop e world‑fusion, con Foster the People, Dunije, Žena, Seun Kuti & Egypt 80, Mitsune.L’Hidden Stage invece è dedicato alla sperimentazione e alle nuove tendenze ed accoglie artisti come KOIKOI, Press Club, Prosti Prst, The Pill, Bhukurah.
Oltre a questi tre palchi live ci sono numerosi DJ corner e palchi notturni (“Night Stage”, “Šuma Striborova”) per performance elettroniche e karaoke. Il tutto intorno alla Tesla Tower, icona del festival.

Lunedì 23 giugno
La prima giornata i francesi Air, simbolo dell’elettronica rilassata e sofisticata, sono attesi sul main stage come headliner. Li affiancano i veterani dei festival recenti Fontaines D.C e Yard Act, band inglese venuta lo scorso anno in Italia con due ultimi lavori molto interessanti. Da segnalare anche la performance di Dimitri’s Bats, vincitori del concorso Breakthrough 2025. Sul World Stage si alternano i The Streets con il loro UK garage e spoken word ed i particolarissimi Mitsune, dallo stile eccentrico con un inusuale folk giapponese.
Martedì 24 giugno
Il secondo giorno sposta le vibrazioni verso il rock/blues più classico.i Kasabian, headliner del main stage, sostituiscono il ritiro dei Kings of Leon (tour annullato per infortunio). Sempre sul main stage si ascolterà la voce soul di Michael Kiwanuka ed il carisma alternativo dell’icona Kim Deal (ex Pixies). Le ritmiche afrobeat di Seun Kuti & Egypt 80 arricchiranno invece il cartellone sul World Stage.
Mercoledì 25 giugno
L’ultima serata ritorna un’atmosfera più elettronica e deep. Sul main stage saliranno i pionieri del trip-hop Massive Attack, e St. Vincent.. Nel pomeriggio si alterneranno, su palchi diversi, la pop band americana Foster the People e la darkwave dei The Murder Capital. Cuorisità anche per i croati Dunije.
Tre giorni infrasettimanali. Una scelta potenzialmente atipica per un festival europeo ma forse, anche grazie a questa mossa logistica, prezzi restano tra i più competitivi d’Europa.
I biglietti per i tre giorni costano tra i 109 e i 122 euro (commissioni incluse) .È disponibile anche un’area campeggio attrezzata, attiva dal 20 al 27 giugno, al costo aggiuntivo di circa 59-62 euro, riservata esclusivamente a chi possiede un abbonamento completo.
L’INmusic Festival si svolge sull’Isola della Gioventù, nel cuore del Lago Jarun, un’area naturale protetta, verde e ventilata, che differenzia l’esperienza rispetto ad altri festival più urbani o caotici. Si accede tramite ponti pedonali e si sviluppa in maniera compatta ma ben distribuita, tra palchi principali, aree relax, food court e installazioni artistiche.
L’INmusic non è un festival “gigante”, e proprio per questo conserva un’atmosfera umana, rilassata, spesso assente nei grandi raduni di massa. I palchi non sono mai troppo lontani, le folle non sono opprimenti e rimane un’alternativa credibile, sostenibile e piena di musica di qualità.

