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Turin Brakes – Circolo ARCI Bellezza, Milano – 4 febbraio 2026
Per la prima data del tour europeo 2026 il quartetto britannico ha scelto lo storico circolo Arci Bellezza di Milano.
A venticinque anni dal loro esordio, Olly Knights, Gale Paridjanian, Rob Allum e Eddie Myer non sembrano aver perso un grammo dell’entusiasmo degli inizi.
Ciò che colpisce, prima ancora della tecnica, è l’affiatamento quasi telepatico del quartetto: un organismo unico capace di passare da brani più acustici e fragili a esplosioni elettriche senza perdersi o compiacersi.
La setlist è stata una carrellata di tutto quello fatto nella loro carriera centrandola ovviamente sull’ultimo lavoro Spacehopper.

L’apertura affidata a “Pays to Be Paranoid” e “Spacehopper” con un suono solido, “polveroso” al punto giusto e “umano”, sì infatti i quattro si divertono sul palco e si vede anche con quale naturalezza si prendono in giro e come gioiscono ad ogni brano.
I brani come “Future Boy” e “Emergency 72” dal debutto The Optimist del 2001 suonano privi di qualsiasi patina nostalgica e potrebbero essere stati scritti ieri.
“Fishing for a Dream” e “Underdog (Save Me)” hanno confermando come la scrittura della band sia capace di fare ancora cantare tutti, come il finale affidato a “Lazy Bones” e l’immancabile bis con “Pain Killer (Summer Rain)” brani che hanno segnato molti dei presenti.

La vera forza del concerto è stata la capacità dei Turin Brakes di attraversare tutta la loro discografia senza mai sembrare la parodia di se stessi. C’è un’autenticità rara nel modo in cui Knights modula la voce e Paridjanian suona la chitarra; non c’è trucco, non ci sono basi preregistrate, solo il battito del cuore di quattro musicisti che amano ancora profondamente ciò che fanno.
Iniziare un tour europeo con questa energia è un segnale chiaro: i Turin Brakes non sono solo sopravvissuti all’era del Britpop e del New Acoustic Movement, ma ne sono usciti come maestri indiscussi di un genere che non conosce rughe.
