EIMOG, Scenario (Sudway Produzioni, 2010)

Quando incrociammo le nostre strade con gli Eimog, ci colpirono subito. Fu un concerto quasi religioso in cui la band di Agrigento riuscì ad esprimere l’inesprimibile attraverso un classico post-rock talmente rigoroso da accaparrarsi orecchie e cuore.

Lo stesso discorso lo si può fare anche oggi che si ha tra le mani “Scenario”, primo lavoro sulla lunga distanza dopo l’ep “Early” (2008): gli Eimog rimangono fedeli a loro stessi, ed era inevitabile, per marcare il loro ingresso ufficiale nel mercato discografico con quello che sanno fare meglio. Risulta difficile pensarli nell’assolata e confusionaria Sicilia a progettare le ambientazioni malinconiche e rarefatte della loro musica strumentale, e forse in questo sta la grandezza del gruppo siciliano: il loro essere neutri, quasi eterei e staccati dai nostri umili miasmi pestiferi che ci riportano quotidianamente, noi che siamo attaccati alla terra, a quello che siamo e a dove veniamo. Quasi come degli asceti, gli Eimog sussurrano preghiere al contrario con piccole note semplici e chiare (“Served By Thirteen”), mollemente si adagiano in paesaggi islandesi (!) con brani come “Until Death Do Us Part”, alle volte fanno spuntare bassi convinti che riportano latamente alla fede di Robert Smith (leggasi “Faith” dei Cure).

I Mogwai non li vorremmo nemmeno nominare perché è scontato ma è inevitabile farlo, peraltro la serietà e la disciplina degli Eimog li fanno accostare più propriamente ai Sigur Rós nell’incrollabile convinzione che tutto scorre, e questo scorrere lo si può rappresentare in suoni. Ci ritorna dunque in mente il nomignolo che – simpaticamente – avevamo dato loro al tempo della news su quel live a cui assistemmo: Sicul Rós. Un soprannome che “Scenario” onora in più punti. Il gruppo di Jónsi è stato un precursore, e in questo senso gli Eimog non lo sono, ma a voler vedere la questione sotto un altro punto di vista i Sigur Rós fanno (in maniera perfetta) musica che proviene direttamente dalle viscere della propria terra, mentre gli Eimog fanno (in maniera pressoché perfetta) musica che non proviene dai luoghi su cui tutti i giorni lasciano i loro passi. E fare emergere note recondite nascoste solo nel proprio essere non è poi così facile.

Gli Eimog stanno cominciando a girare live un po’ anche all’estero, hanno fatto ultimamente qualche data in Irlanda e per questa estate si parla di un tour oltreoceano. “Scenario” è per il momento disponibile solo su mailorder, uscirà a marzo in digitale.

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