THE HERBALISER, Session 2 (!K7, 2009)

Impostazione bandistica, jazz, funk e (abstract) hip hop. Si sente che la roba degli Herbaliser fino a poco tempo fa usciva per la Ninja Tune.
“Session 2” è il nuovo capitolo strumentale della saga dei soci Jake Wherry e Ollie Teeba.

Iniziamo dicendo che “Another Mother” è assolutamente sontuosa; una traccia capace di incarnare, appunto, il suono della Ninja Tune degli inizi del decennio. Quella morbida e fumosa miscela di jazz, turntablism ed elettronica figlia dell’abstract hip hop e del suono della gloriosa Mo Wax. Il lavoro, capace di mettere di nuovo in evidenza tutta la maturità del lato strumentale degli Herbaliser, ci regala momenti di cupezza ed arie gioiose (“Amores Bongo”), effetti rubati a Dj Krush (“Theme From Control Centre”), colonne sonore anni ’70 (“Geddim!”).
C’è tanto repertorio, ci sono i migliori trucchi del mestiere, oltre alla sintesi di ben sette album precedenti, considerando anche la prima sessione strumentale “Session 1” (Department H, 2000) e l’ultimo osannato “Same As It Never Was” (!K7/2008).
E’ un flusso pressoché continuo di emozioni intime e contenute, leggeri sbalzi d’umore, punte di apertura ed euforia attraverso una lista di brani che si dimostrano saldamente ancorati, come detto, alla tradizione dell’abstract hip hop e a tutto il filone inaugurato dalla Ninja Tune.

“Session 2” è certamente un lavoro che può, solo superficialmente, essere considerato “minore” e che, in realtà, durante l’ascolto, riesce a sprigionare forza e passione con un suono composito e ricco di particolari. Evocativo ed estremamente bello.

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