TOM MIDDLETON, 3D (Renaissance, 2008)

Appena dopo l’eccellente “Lifetracks” (Big Chill, 2007) Tom Middleton esce con un triplo cd per la Renaissance, etichetta house con base a Nottingham.
Il capitolo in questione si configura principalmente come un viaggio nel mondo del Middleton dj e produttore house con tanto di approdo finale localizzato in un mix casalingo dalla battuta variabile. Se inquadrata nell’ottica di una intera carriera, la raccolta aggiunge certamente qualcosa allo sguardo d’insieme sulla discografia di un produttore capace di raggiungere punte d’eccellenza sia con i Global Communication (insieme a Mark Pritchard), in particolare con quell’indiscusso capolavoro ambient rappresentato da “76:14” (Arista, 1994), che come solista con il già citato “Lifetracks”.

I 3 cd si dividono in “Club”, “Studio” e “Home”. Il primo di questi è un sinuoso mix di oltre 70 minuti dal quale emerge prevalentemente l’estetica sonora da club della seconda metà dei ’90 in una selezione soulful efficace e piacevole. “Studio”, il solo a non essere un mix, raccoglie invece 10 produzioni dello stesso Middleton selezionate tra progetti e remix sparsi su 12”. Tra i remix notevoli quelli per Lamb (“What Sound”) e Kerry Chandler (“Bar A Thym”). Infine “Home”, selezione di beats mediamente rilassate e punto d’incontro tra il mood del produttore senza limiti di genere e il dj. Nella ricca scaletta del mix da casa spiccano “System 7 & Derrick May”, “Orbital”, “Irresstible Force”, “Harmonic 33” e “Incognito” ed emerge soprattutto quell’approccio compiutamente eclettico già apprezzato in “Fabric 26” (Fabric Records, 2005), affidato alla coppia Middleton – Pritchard.

Un ottimo complemento alla discografia del produttore britannico, un triplo cd che, nel quadro complessivo della sua quindicennale produzione, ribadisce lo spessore di un artista capace di esprimersi con autorevolezza nell’ampio panorama del suono elettronico.

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