AMUSEMENT PARKS ON FIRE, Amusement parks on fire (Invada / V2, 2004)

A volte ritornano. I nostalgici dello shoegazing dovranno ringraziare Michael Feerick per aver riportato concretamente in vita una delle correnti musicali più affascinanti degli ultimi quindici anni. Il ventenne originario di Nottingham è la mente dietro a questo album d’esordio che, assieme ad una band, è stato presentato in tutta la sua enfasi chitarristica nel recente tour italiano dei dEUS. Giovani ma dalle idee ben chiare, la band ha respinto le affermazioni della critica che ha già visto in loro i successori dei My Bloody Valentine. E’ comunque indubbio che se questo progetto fosse nato una quindicina di anni fa Micheal e soci sarebbero stati chiamati a rafforzare le file della Creation di Alan Mc Gee; la musica degli Amusement resta infatti nei territori sonori esplorati allora da Ride e Swervedriver. Il disco, preceduto dalla quieta e strumentale “23 Jewels”, scorre attraverso scariche di chitarre intrise di aggressività (“Venus In Cancer”), lenti passaggi al pianoforte (“Asphalt”) pronti ad esplodere in feedbacks che vanno al di là della semplice autocelebrazione grazie anche a melodie a presa rapida. Senza lasciarsi andare a facili esaltazioni (gli intermezzi appaiono più come una necessità di tassellare che di un reale completamento dell’opera), restano comunque almeno 5 tracce di pregevole fattura che fanno ben sperare per la registrazione del secondo capitolo attesa per l’anno in corso, preceduto dall’ep Blackout targato 2005. Chi ha orecchie otturate dalle troppe distorsioni si terrà ben a mente questo nome.

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