GOOD MORNING BOY, Song=epitaph:outtakes (Urtovox, 2003)

Devono essere stati giorni davvero ispirati quelli in cui sono nate le canzoni che stanno sull’esordio di Good Morning Boy. La conferma arriva da questo Ep, che pesca canzoni inedite e versioni alternative da quelle stesse registrazioni.

Anche qui si nota l’intensità di brani spogli che rimandano a nomi come Sparklehorse o Palace. La forza di Good Morning Boy è tutta in queste canzoni, fragili registrazioni acustiche come “The Soldier Bleeds” o l’incantevole e accorata “Snowfall”, qui nella Coughing Version, introdotta appunto da colpi di tosse in sottofondo.

Tra qualche scheggia pianistica “4cd1”, “9cd1” e “Two Sinking Pianos”, appaiono anche qualche richiamo al Dylan più blues, la riuscitissima “Hannover”, e una lieve ballata pianistica intitolata “Crashing Memories”.

In più due tracce video che riprendono Good Morning Boy dal vivo in una contagiosa cover di “Hey! Little Child” firmata Alex Chilton e nelle atmosfere psichedeliche di “Migratory Boy”.

Un disco per ricordarsi di uno degli artisti più convincenti emersi negli ultimi anni.

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