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Inner_Spaces torna dal 14 settembre al 20 dicembre all’Auditorium San Fedele e alla Chiesa di San Fedele di Milano oche spiteranno nove appuntamenti riuniti sotto il titolo “Ritratti trasversali”, un percorso con diverse opere inedite in residenza e anteprime che mette in dialogo artisti, estetiche e pratiche creative accomunati da una costante tensione verso la ricerca. Il ritratto è un genere che percorre tutta la storia dell’arte e della letteratura nel tentativo di rappresentare in pochi tratti alcune caratteristiche essenziali di una persona. Tra gli ospiti spiccano Ben Frost, Steve Reich, Beatrice Dillon, Aho Ssan, Andy Stott, ma il programma è davvero molto ricco, come sempre.
I Ritratti trasversali della nuova stagione presentano gli artisti in questa veste di singolarità, di tratto distintivo che diventa cifra stilistica riconoscibile, ma attraversando e associando generi, epoche, tradizioni e generazioni diverse. Alcuni dei protagonisti arrivano da storie lunghe e consolidate, altri da scene più recenti, altri ancora da tradizioni che mantengono una continuità secolare. C’è chi lavora sulla durata e sulla memoria, chi sulla tensione sonora, chi sulla trasmissione orale di una pratica antica, chi sulla relazione tra immagine e suono, chi sulla trasformazione in tempo reale del materiale elettronico. Ogni artista porta un modo preciso di intendere l’ascolto, e il loro incontro produce una costellazione di approcci trasversali.
Come figura paradigmatica dell’intero ciclo va menzionato Arvo Pärt, il cui ritratto, il 30 novembre, delinea gran parte del suo percorso musicale dagli anni della svolta tintinnaboli nel 1976 fino alla produzione più recente. Ma l’itinerario del musicista estone è anche teologico e spirituale. La sua opera è un vasto cantiere che esplora le dimensioni della fede cristiana.
Accanto ad Arvo Pärt, la stagione accosta figure che hanno definito modalità molto diverse di pensare il suono e l’ascolto. Steve Reich ha fatto della pulsazione e dei processi graduali una delle grammatiche fondamentali della musica contemporanea, mentre Ivan Fedele ha sviluppato una scrittura in cui rigore costruttivo e immaginazione timbrica si mantengono in costante equilibrio. Se Pärt ricerca la massima concentrazione con mezzi ridotti, Ben Frost porta il suono verso una soglia opposta: le sue opere trasformano materia elettronica, rumore e intensità fisica in una forma di esperienza immersiva che ha ridefinito il rapporto tra musica sperimentale e percezione corporea. Una tensione diversa attraversa anche il lavoro di Aho Ssan, tra composizione elettroacustica e culture digitali, mentre Tim Exile fa della trasformazione in tempo reale il centro della propria pratica, mettendo in discussione i confini tra composizione, improvvisazione e performance.
Altri artisti lavorano invece sulle qualità più elusive del suono. Una particolare sensibilità per la continuità e le trasformazioni impercettibili si ritrova nella ricerca di Stefan Betke in arte Pole, che ha fatto dell’errore tecnologico e della fragilità del segnale una vera cifra poetica, e nelle architetture ambient di Loscil, capaci di evocare spazi, memorie e fenomeni naturali attraverso una scrittura sonora di grande precisione. A questa attenzione per la forma sonora e per la percezione dello spazio appartiene anche Robert Lippok, la cui ricerca combina rigore compositivo, sensibilità timbrica e un costante interesse per le qualità fisiche e architettoniche del suono.
Tra le voci più originali della generazione attuale, Beatrice Dillon indaga nuove forme di organizzazione ritmica e timbrica, sottraendosi alle convenzioni tanto della musica elettronica quanto della scrittura accademica. Mor Elian, proveniente dalla cultura del club ma attiva ben oltre i suoi confini, sviluppa un linguaggio che coniuga dettaglio microscopico, spazialità e ricerca materica. Carmen Villain, con un percorso che intreccia ambient, field recording e una sensibilità melodica rarefatta, costruisce paesaggi sonori in cui la dimensione atmosferica diventa una forma di narrazione intima e stratificata. Hélène Vogelsinger, attraverso l’uso del sintetizzatore modulare come strumento performativo, dà vita a tessiture in lenta espansione, dove il gesto elettronico mantiene una qualità artigianale e meditativa, trasformando lo spazio in un organismo sonoro in continua evoluzione.
Un altro asse della stagione è quello della trasmissione. Wasifuddin Dagar rappresenta una delle più autorevoli voci viventi della tradizione dhrupad, una pratica musicale che attraversa i secoli mantenendo intatto il rapporto tra disciplina, oralità e contemplazione. Una memoria che riaffiora, in forme del tutto diverse, anche nel lavoro di Colapesce,Alfio Antico e Mario Conte, dove materiali provenienti da tradizioni popolari e repertori antichi vengono riletti come materia viva e contemporanea il 9 novembre in un live strumentale di elettronica e percussioni realizzato in coproduzione con Linecheck Music Meeting and Festival.
Completano questa costellazione artisti che hanno saputo costruire universi immediatamente riconoscibili: Andy Stott, con la sua radicale ridefinizione delle possibilità espressive della musica elettronica attraverso ritmi rallentati e dense stratificazioni timbriche; il Collectif G, che attraversa il repertorio del Novecento storico mettendone in luce la forza visionaria; Luigi Tozzi, che esplora le profondità dello spazio acustico come una vera dimensione compositiva e porta dal vivo il suo lavoro puramente ambient Deep Blue.
Il programma completo:
Lunedì 14 settembre
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Beatrice Dillon
Nuova opera in residenza, première
– Loscil
Lake Fire (audiovisivo)
Lunedì 28 settembre – in collaborazione con Syntax Ensemble
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Syntax Ensemble
musiche di Steve Reich e Ivan Fedele
– Ben Frost
Nuova opera in residenza, première
Lunedì 5 ottobre
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Mor Elian
Solid Space
– Carmen Villain
Memoria (prima italiana)
Lunedì 19 ottobre – con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Aho Ssan
– Tim Exile
Nuovo set, première
Lunedì 26 ottobre – con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Hélène Vogelsinger
– Ustad Wasifuddin Dagar (dhrupad), Mohan Shyam Sharma (Pakhawaj)
Lunedì 9 novembre – in coproduzione con Linecheck Music Meeting and Festival
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Key Clef
– Antico (Alfio Antico, Colapesce, Mario Conte)
Lunedì 16 novembre – con il supporto della Fondazione Nuovi Mecenati – Fondazione franco-italiana di sostegno alla creazione contemporanea, in collaborazione con Institut Français Milano
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Collectif G: Maroussia Gentet, Matvey Zheleznyakov
George Crumb: Makrokosmos IV – Celestial Mechanics
Maurice Ravel: Rhapsodie espagnole
– Andy Stott
Lunedì 30 novembre – in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand
h 20.30 Chiesa di San Fedele
Sacra rappresentazione
Il Canto di Orfeo, dir. Gianluca Capuano
musiche di Arvo Pärt
Robert Lippok
Ars Discantica
Lunedì 14 dicembre – in collaborazione con il Goethe-Institut Mailand
h 20.30 Auditorium San Fedele
– Luigi Tozzi presents Deep Blue live
– Pole (Stefan Betke)
Domenica 20 dicembre
h 16.30 Chiesa di San Fedele
Concerto di Natale (TBD)

