cirri: una scoperta in quattro episodi

urrà” è il nuovo album di cirri uscito a fine 2020 su Spotify e tutte le principali piattaforme streaming per Sabbionette Records.

cirri nasce nel 2017 per mano di Paolo Grassi (Polpo) e Marco Greguori (Gre), circa un anno dopo la chiusura del progetto Viola&Mescalina, band in cui suonavano con Francesco Fugazza (produttore e musicista di Mahmood, NAVA e GINEVRA) e Marco Fugazza (a.k.a. Suorcristona, batterista per GINEVRA e produttore).
Dopo aver scritto le prime canzoni si sono rivolti a Stefano Elli (Elvis) per la produzione musicale, fino alla sua entrata in pianta stabile nella band.

Per scoprire la poetica del progetto abbiamo deciso di presentarvi queste live session in quattro episodi che pubblicheremo ogni settimana…

1. Api:
Api è la prima canzone che abbiamo scritto, quella che idealmente ha dato vita al progetto “cirri”. Essendo Api il nostro inizio, anche per inaugurare questa serie di live su Kalporz abbiamo scelto lei. Api è una delle poche nostre produzioni che affronta l’argomento “società”, la nostra piccola “Fattoria degli Animali”. Si tratta di un umile sfogo verso l’umanità, troppo distratta, troppo egoista, troppo distante e sempre meno umana. La canzone è stata scritta un pomeriggio in un parco, una di quelle giornate primaverili dove sembra quasi estate. Durante la scrittura venivamo spesso interrotti da api che volavano tutto intorno, un gran fastidio che ci ha portato ad immaginare le api come una metafora dello sciame di informazioni alle quali veniamo quotidianamente sottoposti e che finiscono per farci esaurire.

2.Elica:
La serie di live prosegue con Elica, il singolo che ha preceduto l’uscita del nostro primo album “vladimir korea” del 2019.
La canzone è il nostro modo di affrontare l’argomento dell’immigrazione, raccontando la storia di un padre e di una figlia divisi da una tragedia del mare. Il brano è il saluto del padre verso la figlia, partita da sola in fretta sull’ultimo posto disponibile di una carretta del mare. Nella lettera convivono la speranza nel fatto che la figlia possa riuscire ad attraversare il mare e la disperazione nel caso questo non accadesse. Il tutto è raccontato attraverso l’amore premuroso di un padre che lascia l’ultimo messaggio alla figlia: “qualunque cosa succeda, che tu riesca a farcela oppure no, non avere paura che niente ci potrà separare”.