DIVINE COMEDY, Casanova (Setanta Records, 1996)

Seduzione…Del resto, cosa aspettarsi da un titolo simile, per giunta partorito dalla mente di quel genio irresistibilmente dandy di Neil Hannon? Le undici canzoni che formano questo straordinario capolavoro sono state concepite come singole colonne sonore di film immaginari, circuendo l’ascoltatore attraverso un flusso emozionale sinuoso ed invitante, fino ad arrivare alla definitiva conquista della “preda”, la quale si abbandona totalmente ai sensi ed alla passione…Essere irrimediabilmente prede significa trovarsi di fronte al proprio scaffale pieno di CD e fare finta di dover sceglierne uno quando si sa già benissimo dove si poserà il dito indice.

Casanova Hannon (che si fa per giunta fotografare a Venezia, completamente nella parte) mostra al mondo le sue doti di impareggiabile compositore-arrangiatore-interprete, doti che si estrinsecano in estratti di pop perfetto come “Something for the weekend” e “Becoming more like Alfie”, nelle malsane e gotiche “In & out of Paris & London” e “Through a long & sleepless night”, nel moderno minuetto di “Songs of love” o nel super easy listening di “A woman of the world”, favolosa canzone che mostra il lato “musical” e jazzy di Neil, lato ancora sconosciuto e per questo ancor più piacevole da scoprire.

E’ il caso inoltre di parlare della voce di Hannon, elemento essenziale per la creazione del sound e delle atmosfere dei Divine Comedy. La sua è una voce profonda e vagamente inquietante, eccezionalmente sotto controllo, con un timbro che oscilla tra Frank Sinatra, Tom Jones, Scott Walker e Julian Cope. Immaginatela dunque accompagnare arrangiamenti a dir poco visionari, pieni di archi ed ottoni, i quali sfiorano senza turbamenti etici classica e jazz, rivelando influenze che vanno dalla new wave a Bacharach, dal revival anni ’40 a Wagner…

Non so se Dante abbia tempo per dare un’occhiata alle nostre vite o sia magari incastrato a tempo indeterminato in uno di quei gironi da lui stesso inventati. Fosse buona la prima, credo proprio sarebbe orgoglioso di un tipo d’Oltremanica che ha osato citarlo così spudoratamente, provvedendo comunque a prenotargli un posto tra i Lussuriosi, dove un certo Casanova sarebbe lieto di conoscerlo…

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