Una band oggetto di un culto che, dopo oltre 30 anni di attività e 14 album alle spalle, non accenna a tramontare.
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[ di Francesco Giordani ] i Tindersticks di Stuart Staples, dopo venti anni di carriera intensissima, si confermano giganti assoluti del pop internazionale più raffinato, con un disco che non offre nessuna via di fuga, oppure che ne offre infinite, languido e notturno.
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Il problema con i Tindersticks è che sai già cosa aspettarti da un loro disco. Non che sia necessariamente un male, solo che talvolta nei loro ultimi lavori il mestiere sembra prevalere sull’ispirazione. Come per tanti altri artisti, uno su tutti Leonard Cohen, si ha l’impressione che il gruppo inglese riscriva le stesse canzoni ogni…
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Bisogna ammettere che la carriera dei Tindersticks sembrava segnata, destinata verso un inevitabile declino, con il gruppo prigioniero di un cliché da cui non si vedeva via di fuga. Questa era l’impressione che si ricavava ascoltando l’ultimo “Simple Pleasure”, in cui il suono noir e le ballate fumose, sembravano ormai un puro esercizio di stile.…

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