Un’elegia tetra e tormentata, per uno dei suoi album più intimi e ispirati degli ultimi anni
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Il rito si manifesta con il tuonante basso di Casey che incalza una schiacciante rivisitazione della torbida “Night Of The Lotus Eaters”. Le due batterie pestano a dovere introducendo la rabbiosa interpretazione di Nick che si materializza sul palco sufficientemente elegante, ancora baffuto e con quello sguardo sempre, almeno all’apparenza, torvo e imbronciato. Così come…
