Per la fortunata serie “ho un brutto presentimento ma cercherò di ignorarlo”, fin troppo popolare fra noi che seguiamo l’hip hop, finisce che la seconda tappa del tour italiano di Madlib cambia location. Lo Spazio Maderna, cornice che fonti attendibili mi avevano assicurato essere perfetta per un evento di questo tipo, defeziona infatti all’ultimo minuto:…
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Il lungo digiuno che durava, per l’Italia, dal 2001, è stato finalmente interrotto; anche se le due date ravvicinate del “Black Ice Tour” al Forum di Assago non saranno state certo sufficienti a saziare l’appetito dei fan di una band dal gradimento talmente trasversale e immutato nel tempo da indurre stupore. Lo si era già…
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Ci mancava anche questa ad amplificare quella spiacevole sensazione di deja vù che già collega preoccupantemente la nostra epoca agli anni Ottanta dell’edonismo sfrenato, del thatcherismo, del Drive In, dei paninari e compagnia bella: il ritorno in auge della Milàn-la-gran-Milàn, con gli aperitivi e la vita da yuppies! E nemmeno, si badi, di un’altra Milano…
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Più che mille parole sulla seconda serata di Milano dei Killing Joke, è più importante quello che dice Rocco: “Paolo, devi assolutamente ascoltarti il primo album, quello omonimo, perché allora non si sentiva nulla del genere. Si arrivava dai Deep Purple, dai Led e dagli Uriah Heep, poi i Killing Joke cambiarono tutto”. Se lo…
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Non avrà i muscoli del Boss, nè i chitarristi del Liga, non riempi gli stadi. Non ancora. Allevi Giovanni da Ascoli Pieceno ha fatto il sold out agli Arcimboldi. Per una volta abbiamo lasciato a casa maglietta sudata, jeans sbrindellato e panino alla porchetta e siamo andati a teatro. La location è quella delle…
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Diciamo una banalità: un concerto dei Radiohead è come un grande, immenso trip. O almeno dovrebbe sempre esserlo. Un sogno. E il primo dei due milanesi, quello del 17, non lo è stato. E’ stato molto concreto e mi ha dato la possibilità di valutarlo distaccato, da lontano, analizzarlo quasi freddamente, sezionarlo come in un’autopsia.…
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Prendete il diavolo della Tasmania, trapiantatelo nel corpo di un ragazzo nero di Eastflatboosh (Brooklyn, New York), dategli un bel po’ di talento, pensateci su, aggiungete ancora talento finchè la quantità non diventa debordante e francamente eccessiva, appoggiategli sotto al culo le basi dei producer più in voga della Grande Mela, lasciate che trascorrano diciassette…
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Prendete il diavolo della Tasmania, trapiantatelo nel corpo di un ragazzo nero di Eastflatboosh (Brooklyn, New York), dategli un bel po’ di talento, pensateci su, aggiungete ancora talento finchè la quantità non diventa debordante e francamente eccessiva, appoggiategli sotto al culo le basi dei producer più in voga della Grande Mela, lasciate che trascorrano diciassette…
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Vedere i Cure adesso è come aprire il diario di 2a media. E proprio ora che l’ho detto sono andato davvero a tirarli fuori, quei diari, e nel retrocopertina di quello di 5a superiore c’ho trovato proprio due cartoline di Robert Smith. Aprire l’album dei ricordi, dunque. E a volte questo è un qualcosa che…
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Questo report live è perfettamente inutile. Che senso ha scrivere di qualcosa che è piaciuto, e piaciuto molto? Boh, facciamo in modo che serva e diamoci da fare per essere almeno un po’ critici. Che poi in effetti qualcosa da appuntare c’è, e c’è eccome e l’hanno notata tutti. Alla fine tireremo le somme. All’Alcatraz…

