Una prima serata intensa al Festival di Parma, tra artisti più o meno “comunicatori”.
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Mark Kozelek non si ferma. Magari se la prende comoda. Ma non si ferma, e, grazie a dio, non intende fermarsi. Noi ci dimeniamo sopraffatti, sommersi e intrappolati da una mole di ascolti talmente passeggeri da non riuscire a depositare nulla, né nella nostra memoria, né nell’anima. Lui arriva e, con appena un soffio, spazza…


