Quarto disco del gruppo inglese e di grande qualità. In evidenza l’abilità strumentale dei musicisti. Canzoni mai banali, cambi di ritmo, uso brillante di uno strumento come il vibrafono (in “Knots”), bella sezione vocale. Insomma, grande progressive. In “Raconteur, troubadour” è di bell’effetto il violino di Ray Shulman sovrainciso più volte, possente è “A cry…
