• LOU BARLOW, Emoh (Domino, 2005)

    Senza prenderci in giro, possiamo tranquillamente ammettere che il cantautorato lo-fi americano e composto – per lo più – da dischi tutti uguali. Certo, all’apparenza è sicuramente così: chitarre acustiche arpeggiate, elettronica povera in sottofondo, la chitarra elettrica che fa qualche incursione perennemente sottotono e mai ingombrante, una voce non accademicamente intonata ma che si…

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  • THE KILLS, No Wow (Domino / Self, 2005)

    Coppia pericolosa e affascinante, quella formata da VV e Hotel: quante ne abbiamo viste, nel cinema e nella musica, di queste unioni oscure e minacciose? La musica dei The Kills tiene fede molto bene alla loro immagine, ma purtroppo è totalmente all’oscuro del significato della parola “variazione”. I due affermano che “No wow” è un…

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  • MATT SWEENEY AND BONNIE PRINCE BILLY, Superwolf (Domino, 2005)

    L’incontro tra uno dei più prolifici – e qualitativamente costanti – cantautori della nuova (nuova?) scena americana e uno dei chitarristi più eclettici e ‘storti’ dell’underground non poteva che essere un successo. Forse per merito dell’omertà critica indie o forse per merito del timore reverenziale verso due nomi del genere accostati assieme in un lavoro…

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  • MATT SWEENEY AND BONNIE ‘PRINCE’ BILLY, Superwolf (Domino, 2005)

    L’incontro tra uno dei più prolifici – e qualitativamente costanti – cantautori della nuova (nuova?) scena americana e uno dei chitarristi più eclettici e ‘storti’ dell’underground non poteva che essere un successo. Forse per merito dell’omertà critica indie o forse per merito del timore reverenziale verso due nomi del genere accostati assieme in un lavoro…

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  • HOOD, Outside Closer (Domino / Self, 2005)

    Sorprende, e non poco, leggere un’intervista agli Hood in cui la band riconosce come principali influenze per questo nuovo album Robert Wyatt e Justin Timberlake; sembra strano perfino scrivere questi due nomi l’uno accanto all’altro, ma poi, all’ascolto, tutto sembra avere un senso: da una parte gli arrangiamenti ricercati e le preziose architetture sonore; dall’altra,…

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  • CLINIC, Winchester Cathedral (Domino, 2004)

    Thom Yorke ha un fratello che canta, e bene, e ha fatto cose egregie con gli Unbelievable Truth. Ma deve avere almeno un cugino. O un fratellastro. Se non lui, chi potrebbe essere Ade Blackburn, il cantante dei Clinic? Nel recensire “Winchester Cathedral” non si può lasciar da parte questa parentela vocale dei Clinic coi…

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  • FRANZ FERDINAND, Franz Ferdinand (Domino, 2004)

    L’album d’esordio degli scozzesi Franz Ferdinand rappresenta indubbiamente la grande sorpresa del 2004, sorpresa peraltro annunciata già alla fine dell’anno precedente dall’uscita del folgorante singolo d’esordio “Take me out”, il quale ha scatenato la famelica stampa inglese nell’ormai stanco rituale della caccia al gruppo che si sobbarchi il fardello della pesante eredità dei soliti Beatles,…

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  • THE KILLS, Keep On Your Mean Side (Domino, 2003)

    Hanno fatto praticamente tutto da soli i due Kills, VV e Hotel, nomi d’arte di Alison Musshart e Jamie Ince. Tutto quello che sta su questo loro chiacchierato disco d’esordio è stato scritto e suonato dai due. La musica incisa su “Keep on Your Mean Side” lascia pochi equivoci sulle ispirazioni dei Kills. Blues, è…

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  • STEPHEN MALKMUS, Pig Lib (Domino/Matador, 2003)

    Per essere chiari fin subito “Pig Lib” non è all’altezza di uno qualunque dei dischi pubblicati dai Pavement. Resta in ogni caso un buon lavoro, più spigoloso ed elaborato rispetto all’esordio solista di Malkmus, anche se si avverte chiara la sensazione che qualcosa si sia perso per sempre con lo scioglimento del gruppo di Stockton.…

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  • BONNIE PRINCE BILLY, Master and Everyone (Domino, 2003)

    Il ritorno di Will Oldham porta ancora la firma di Bonnie Prince Billy, un appellativo a cui sembra essersi affezionato dopo aver via via abbandonato i vari Palace, Palace Brothers, Palace Music, oltre al proprio vero nome. Sulla copertina del nuovo capitolo di una discografia ormai corposa, campeggia il suo viso che, coperto da una…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010