Se dovessimo dare particolare credito ai primi vagiti di questo ventunesimo secolo saremmo costretti a circoscrivere il substrato sonoro in un ibrido nel quale si fondono e completano urgenze prettamente post-industriali (figlie del cyberpunk, dell’industrial, dell’ossessione tecnocratica) con le scorie ultime di un’attitudine agreste, non propriamente bucolica – in quanto succube comunque dell’ombra angosciosa della…
