• KALPORZ PLAYLIST #FEBRUARY2015

    KALPORZ PLAYLIST #FEBRUARY2015

    Sufjan Stevens, Built To Spill, Unknown Mortal Orchestra, Pile, Yung, Alex G, Leon Bridges, Kendrick Lamar, Rae Sremmurd, Kanye West, Drake, Action Bronson, Big Sean, Cuushe, Yumi Zouma, M+A, Makthaverskan, The Soft Moon, Preston Harris, Matthew E. White

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  • Dopo sei anni, riecco i Built To Spill

    Dopo sei anni, riecco i Built To Spill

    “Living Zoo” anticipa l’ottavo LP della band dell’Idaho.

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  • Built To Spill, Kulturbolaget (Malmö) (14 ottobre 2008)

    Built To Spill, Kulturbolaget (Malmö) (14 ottobre 2008)

    Ultimamente questi live in cui determinati artisti ripropongono per intero il loro classico discografico sembrano andare molto. L’ATP si è resa famosa per le sue Don’t look back series, impagabili esibizioni in cui arrivi sul posto con un sorriso da ebete perché sei ben consapevole che i Sonic Youth ti suoneranno tutto “Daydream Nation”, che gli Slint ripescheranno…

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  • Primavera Sound 2007 (Barcellona) (31 maggio – 2 giugno 2007)

    Primavera Sound 2007 (Barcellona) (31 maggio – 2 giugno 2007)

    A Barcellona fanno le cose in grande. Del resto, la Spagna è un paese più civile dell’Italia e se in una delle loro città principali fanno quattro tra i più importanti festival musicali europei, un motivo ci sarà. Il Primavera Sound è una specie d’istituzione. Inaugura la stagione estiva dei festival con un cartellone ogni…

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  • BUILT TO SPILL, You In Reverse (Warner Bros, 2006)

    Fra i grandi misteri del nostro paese va sicuramente annoverata la questione riguardo alla distribuzione di Built To Spill. Quasi impossibile trovare i loro dischi nei nostri negozi occupati da irrilevante paccottiglia. E ad ogni uscita la cosa si fa più pressante, ancor di più oggi, a cinque anni dall’ottimo “Ancient Melodies Of The Future”,…

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  • BUILT TO SPILL, Ancient Melodies Of The Future (Warner, 2001)

    Il destino può essere davvero stravagante. I Built to spill sono da tempo uno dei migliori gruppi che possiate avere la fortuna di ascoltare, all’altezza di Pavement, Modest Mouse e Grandaddy per intendersi. Il loro precedente lavoro in studio, “Keep It Like A Secret”, è uno di quei dischi di cui è impossibile non innamorarsi.…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010