Proprio oggi il cantautore compie 47 anni: tanti auguri!
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Continuo ad ascoltare questi mille denti di squalo, e l’unica espressione che insiste a bussarmi mente è drama queen. Shara Worden è sì regina del melodramma, ma non come se fosse una diva capace di incantare teatri affollati: assomiglia piuttosto a una donna con una voce appassionata eppure distante, che canta rannicchiata in un angolo…
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Ahimè. Shara Worden è stata colpita dal morbo dell’amico Sufjan Stevens: pubblicare, pubblicare, pubblicare. Il risultato è un disco di remix, questo “Tear it down”, che giunge a soli sei mesi dal debutto, il bellissimo “Bring me the workhorse”. Se ne poteva fare a meno? Certo. I fan ne possono fare a meno? Direi di…
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“C’era un albero d’argento vicino al fiume dove andavamo ad appendere le nostre cose belle. Uova d’oro, rossetti e piume, pezzi di vetro, candelieri, ciondoli, bottiglie di vino vuote, eguardavamo la luce trapassare tutto questo”: fotografa mondi immaginati, My Brightest Diamond, e li circonda con una musica che potrebbe essere dei Banshees spogliati da ogni…
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Se dovessimo dare particolare credito ai primi vagiti di questo ventunesimo secolo saremmo costretti a circoscrivere il substrato sonoro in un ibrido nel quale si fondono e completano urgenze prettamente post-industriali (figlie del cyberpunk, dell’industrial, dell’ossessione tecnocratica) con le scorie ultime di un’attitudine agreste, non propriamente bucolica – in quanto succube comunque dell’ombra angosciosa della…

