Un live con effetto nostalgia.
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Ci sono dischi che sembrano che ti vogliano dire qualcosa, o meglio che finiscono col segnarti un tempo, breve o lungo che sia. L’ultimo album dei Massive Attack sembra uno di quelli. “Heligoland” è capace di estraniarti per l’intera sua durata, di farti immergere per poi risalire, e non ci dilunghiamo oltre perché la recensione…
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Ci sono quelli che dicono che i Wilco, col tempo, si sono imborghesiti, hanno sposato la paraculaggine di una musica formalmente ineccepibile ma di maniera, che ammicca eccessivamente al classic rock che si trova nelle discografie dei genitori (“dad rock” è la definizione ultrasnob di Pitchfork). Si finisce così per scadere nella triste equazione sofferenza…
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Un mio amico mi ha raccontato che suo padre gli ha detto, poco tempo fa, un giorno come gli altri: “Ohité, béda mò… incò saresa po’ al mé cumpleàn!” (traduzione: “Ehi, guarda bene… oggi sarebbe poi il mio compleanno!”). E lui: “Ti iscrivi poi su Facebook se vuoi che mi ricordi il tuo compleanno!”.Insomma, oggi…
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22 AGOSTO Non sarebbe un festival senza il proverbiale acquazzone, il fango, gli stivali e gli orribili poncho. Così inevitabilmente l’ultima giornata è quella della pioggia. Insistente e permanente. In realtà sarebbe anche la giornata meno interessante delle tre. Provano a ravvivarla, nel fuggi-fuggi generale i Port O’Brien, collettivo californiano innamorato dell’Alaska e di Port O’Brien…
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La cosa strana è che non abbiano ancora ricostruito. Lo sanno tutti, e lo si nota fortemente quando si è a New York: palazzi vengono abbattuti e ricostruiti un batter d’occhio, in sei mesi circa. A Ground Zero invece sembra che tutti lavorino e contemporaneamente non facciano niente, sembra che N.Y. non si sia ancora…
