Share This Article
Olivia Santimone è una chitarrista e cantautrice ferrarese appassionata di “pedaliere colorate, videogiochi dark fantasy e canzoni lunghe”. Il suo primo disco, “Ciclopedonale”, uscito il 6 marzo per Costello’s, è la meta finale di un viaggio stravagante tra songwriting e art-pop dal mood psichedelico. La voce si districa tra chitarre graffianti e synth avvolgenti in tracce molto curate e sofisticate. Nella registrazione Olivia (voce, ma anche basso e chitarra), è stata affiancata da Tommaso Zoppello (mix, e synth), Luca Venturini e Giovanni Battistini (sempre ai synth), Stefano Guarisco (batteria) e David Turchanovych (sax).
«Questa storia non parla solo di biciclette e strade asfaltate. Parla di dipendenza affettiva, di mania di persecuzione, di depressione, della perdita del senso di appartenenza a una realtà distorta e irriconoscibile, ma anche di meduse giganti.
“Ciclopedonale” è la storia di una strada: ti trovi qui per caso, non sai dove inizia né dove finisce. Sul tuo cammino vegliano i giganti, grandi esseri impegnati a conversare di massimi sistemi; cammini circondato dai ciclopedoni, strani umanoidi a ruote, e dai sifonofori, abissali anime notturne. L’asfalto, liquido, solido, caldo, freddo, di sabbia e di ghiaccio crea un percorso che sembra vada a terminare direttamente sulla riva della luna.», ha raccontato la cantautrice per presentare questo primo LP.
Conosciamo meglio il suo background attraverso le 7 ispirazioni di “Ciclopedonale”.
1. The Adventures of Baron Munchausen (Terry Gilliam, 1988)
Adattamento cinematografico della serie di racconti assurdi di Rudolf Erich Raspe pubblicato nel 1785, è uno dei film che amo di più in assoluto. La voce nella prima traccia del disco (Intro) è quella di Robin Williams nei panni del Re della Luna, un folle sovrano con la testa staccata dal corpo in preda a un delirio di onnipotenza, convinto di essere centro e causa dell’esistenza dell’intero cosmo, tanto da stravolgere il cartesiano cogito ergo sum in cogito ergo es: io penso dunque tu sei, la tua esistenza dipende dal mio pensiero e dalla mia volontà.
I got you, at last! Benvenuto alla luna, Barone. / Can you not see that I am at one with the cosmos? / I tell you that and all you can say is “aah”? / What are you, blind? Since you were last here I, that is my head, that’s which is left of me… / Is now ruling and governing the known universe, and that which I don’t know, I create! / I just created spring. But seriously, without me, there would be nothing. / Not even you. / Cogito ergo es: I think, therefore you is.
2. Il Maestro e Margherita
Il romanzo di Michail Bulgakov racconta la storia del diavolo che, da un giorno all’altro, si ritrova ad ascoltare la conversazione tra due moscoviti che disquisiscono sull’esistenza di Gesù Cristo. L’ultima canzone dell’album, Woland, prende il titolo proprio dal nome con cui il diavolo di Bulgakov si presenta all’umanità.
3. Egomostro – Colapesce
È stato il mio ascolto di comfort zone del 2023, l’anno in cui ho scritto quasi tutti i brani di Ciclopedonale. Ho scoperto questo album grazie a mio zio Alfonso (un pianista eccezionale e un intenditore di buona musica, gran parte dei miei dischi preferiti mi sono stati regalati da lui a Natale) che, dopo aver sentito la prima demo di Ciclopedoni, me ne ha consigliato vivamente l’ascolto.
4. Talk Memory – BADBADNOTGOOD
Il disco delle mie corse in pattini in Via Boccale, delle notti insonni, un disco liberatorio per la mente. È stato fondamentale nella creazione delle immagini mentali che mi hanno portata a costruire la storia alla base del progetto.
5. Via Boccale
Dove tutto è iniziato, dove mi sono seduta a bordo strada per scrivere i testi, dove ho trovato respiro quando il fiato mancava. Solo una strada di asfalto nuovo, liscio e perfetto, circondata dalla campagna ferrarese e da cartelli stradali blu ripetitivi e nauseanti, proprio quelli con l’omino e la bicicletta. Ora ce n’è uno in meno che è stato furtivamente trasferito a casa mia.
6. I sifonofori Invertebrati marini bioluminescenti che vivono a migliaia di metri di profondità e possono raggiungere dimensioni fino a cinquanta metri. Ho sempre subito una forte fascinazione per il mare e per le incredibili creature che lo abitano, quindi la scoperta dell’esistenza di questi esseri è stata un momento di svolta nei miei viaggi con la mente. I sifonofori, oltre che essere un capolavoro della natura, sono un impenetrabile bastione di resistenza contro l’avida mano umana: il sifonoforo gigante, il Praya Dubia, se portato in superficie per essere studiato, subisce danni strutturali molto gravi fino a esplodere a causa del cambio di pressione.
7. L’incendio
Che mi ha quasi ammazzata la notte del 25 dicembre 2023. Mi sono svegliata per miracolo alle quattro del mattino circondata da fumo nero e denso, non riuscivo nemmeno più a vedere le pareti e i mobili di casa. Nel panico totale, la prima cosa a cui sono riuscita a pensare è che il disco non fosse ancora finito; ringrazierò per sempre il fuoco per avermi dato la forza per portare questo progetto fino in fondo e per avermi aiutata a ricordare quanto vivere, scrivere, suonare fosse importante in un periodo della mia vita in cui lo stavo dimenticando.

