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Nextones annuncia il programma diurno che completa la lineup della tredicesima edizione del festival che vi abbiamo presentato qui, in programma dal 16 al 19 luglio 2026 in Val d’Ossola. Con questo terzo ed ultimo annuncio, Nextones introduce un nuovo focus curatoriale dedicato alle performance site-specific diurne, concepite per attivare il paesaggio attraverso pratiche d’ascolto immersive e relazionali, ed espande il proprio formato oltre Tones Teatro Natura in alcune delle location più significative e non convenzionali del territorio: il Villaggio di Ghesc, l’Oratorio di San Marco a Veglio, le Terme di Premia e gli Orridi di Uriezzo (biglietti e abbonamenti in vendita su DICE).
Piattaforma di ascolto, sperimentazione ed esperienza site-specific, Nextones riunisce musica contemporanea, pratiche audiovisive e performance in relazione dinamica con l’ambiente. Il programma diurno si articola in una rete di luoghi che riflettono la missione della Fondazione Tones on the Stones: rendere accessibili e attivi spazi naturali e antropizzati attraverso la cultura.
Il festival inaugurerà con un opening alle Terme di Premia, dove, oltre al già annunciato live set di Miriam Adefris, Michela de Mattei con Palm Wine presentano Hydromantique, progetto curato con la collaborazione di Operativa Arte Contemporanea: una sessione di ascolto subacqueo che unisce voce, narrazione e materiali sonori in un ambiente immersivo, destinato a proseguire come installazione attiva per tutta la durata dell’evento, trasformando lo spazio in un ambiente di ascolto continuo. Il Villaggio di Ghesc – borgo medievale rinato come “villaggio laboratorio” grazie alla Fondazione Canova e oggi uno dei centri vitali del festival – rappresenta un esempio concreto di rigenerazione territoriale promossa dalla Fondazione. Qui, l’artista giapponese con sede a Londra Kenichi Iwasa presenta una composizione sviluppata a partire da uno strumento ibrido autocostruito, tra fiato, registrazioni ambientali ed elettronica, che integra il suono del luogo in tempo reale, trasformando il paesaggio in parte attiva della performance. Gli Orridi di Uriezzo, con la loro conformazione geologica unica, ospitano il live set di Shane Parish che rilegge gli Autechre per chitarra acustica, sviluppando un dialogo diretto con la morfologia e le condizioni naturali del sito, dove il paesaggio diventa elemento attivo nella definizione del suono. Per la prima volta in tredici anni, Nextones anima un nuovo luogo: l’Oratorio di San Marco a Veglio, dove Laura Masotto porta The Spirit of Things, ampliando il linguaggio sonoro del violino attraverso elettronica e strumenti rituali in una performance tra scrittura e improvvisazione, in cui dimensione acustica e pratiche evocative si intrecciano.

Accanto al programma serale e notturno, il cui epicentro resta Tones Teatro Natura—l’iconica ex cava che negli anni si è affermata come uno dei contesti europei più riconoscibili nell’indagare le connessioni tra suono, natura e spazio—queste nuove attivazioni rafforzano la natura diffusa e site-responsive del festival, delineando un percorso che attraversa ambienti, temporalità e pratiche diverse e consolidando Nextones come ecosistema di esperienze che si sviluppano in continuità tra paesaggio, suono e comunità. Sempre più centrale nell’esperienza del festival, il Nextones Campsite—animato da una programmazione curata da Radio Banda Larga—vive di una propria autonomia, estendendo l’esperienza oltre il singolo evento performativo e permettendo alla comunità temporanea di Nextones di riconnettersi e consolidarsi anno dopo anno.Nel 2026 Nextones si conferma così ecosistema d’ascolto e piattaforma culturale, dove performance, ambienti naturali e strutture del paesaggio si intrecciano dando forma a una comunità ormai riconoscibile: un pubblico che torna, si evolve e cresce anno dopo anno. Un rito condiviso che prende corpo sul posto, tra presenza, pratiche d’ascolto, vita all’aperto e relazione attiva con il territorio. Lo dimostra anche la crescita della partecipazione: oltre 5.000 persone nelle ultime edizioni e un camping ormai centrale, con circa 600 campeggiatori che vivono Nextones come un’immersione collettiva.


