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Matilda Mann – Circolo Arci Bellezza – Milano – 21 febbraio 2026
La primavera non arriva sfacciata, ma si insinua piano piano nelle pieghe dell’inverno. E in questo sabato di fine febbraio, un sabato olimpico, Matilda Mann è un pezzetto in più di primavera.
Di solito skippo gli opener, più per altro perché arrivo sempre all’ultimo, ma stasera due parole le spendo su Liang Lawrence, che ha fatto un opening molto aggraziato e piacevole. In particolare “no love song” dove la nostra racconta di quando in un club ha baciato un tizio alle 3 del mattino, senza manco saperne il nome.
Brava, ogni tanto fa bene baciare sconosciuti nei club alle 3 del mattino nei club. Se poi sei carina e spigliata e simpatica come lo sei sul palco, fa bene il doppio.
Matilda Mann, giovanissima folk singer britannica, non invade il palco, ci sale con naturalezza insieme alla sua band. È la sua prima volta in Italia e l’ultima data del tour.
Il pubblico è giovane giovane e almeno le prime fila sanno tutte le canzoni e accompagnano Matilda cantando con lei. E forse alla fine il mio personalissimo giudizio di questo live un po’ ha risentito di questo aspetto anagrafico, conscia che ogni età ha una sua peculiarità e suoi codici, e se fossi stata di X anni più giovane (non metto il numero, ma non è trascurabile) questo concetto me lo sarei goduto molto di più.
Le sue canzoni sono una carezza con un ottimo supporto della band e gli arrangiamenti puliti, mai eccessivi in cui tutto sembra costruito per lasciare spazio alle parole fatte di amori delicati, insicurezze, quotidianità e quella malinconia dolce che non ferisce ma accompagna.
Lei me la aspettavo molto più soft ma devo dire che questo live convince più sulla parte quasi danzereccia piuttosto che sulla parte più strettamente folk e più si srotola questo live (un’ora e un quarto) più mi convinco che le canzoni più intime vengano bene ma non bene come quelle fatte per far ballare, che sono divertenti oltre quanto ci sarebbe potuto aspettare.
Sorride spesso, Matilda. Parla un sacco tra una canzone e l’altra, ringrazia, racconta aneddoti con quella leggerezza che sa essere ironica senza mai diventare distante. E ogni brano sembra un capitolo di un diario dove si mettono pensieri, biglietti, stickers e altre piccole cose, e che ogni tanto ti tornano in mente con molta dolcezza e un po’ di malinconia.
Ultimo meet up: lei sale con delle ali da angelo e “fa incontrare” due persone, che le dating app forse sono state un danno colossale, di certo questi due magari si diranno ciao, molto probabilmente no, ma è bello credere che in almeno uno dei suoi concerti si riuscirà a fare cupido.
Non ci sono stati encore e se posso dire la mia, ho molto apprezzato questa scelta.
Tirando le somme: stasera a Milano c’erano tantissimi concerti, io forse ho scelto il più teen, non posso dire che sia stato brutto, lei il suo l’ha fatto e pure bene, convinta sul palco e piena di energia come solo le ventenni possono essere, ma come poche volte in vita mia ho avuto l’impressione di essere stato fuori target.

