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k&d sessions, le Trianon, Parigi 1, ottobre 2025
Parigi accoglie Kruder & Dorfmeister: un ritorno al groove analogico
Ci troviamo al Trianon, elegante sala teatrale ai piedi del Sacré-Cœur, in una fresca sera d’inizio autunno. Alle 20:12, Richard Dorfmeister e Peter (Maria) Kruder si fanno avanti sotto i riflettori davanti a una platea di qualche centinaio di spettatori — probabilmente con qualche capello grigio in più e qualche movimento meno agile rispetto al 1998, anno in cui nacque la leggendaria K&D Sessions.
Girasoli, vibrazioni downtempo e memorie ’90 al Trianon
Il palco, inondato di girasoli — gli stessi immortalati sulla celebre copertina del disco — è il primo indizio di un concerto pensato più come esperienza sensoriale che come semplice revival. Stavolta il duo viennese, fondatore della G-Stone Recordings ma legato per quell’album all’etichetta !K7, è accompagnato da quattro musicisti. L’obiettivo: rivisitare il capolavoro che li rese icone del downtempo, ma con un approccio più strumentale, meno “dj set” e più live ensemble.
Un viaggio live tra “K&D Sessions”, Depeche Mode e Lamb
Durante l’ora e mezza di concerto, il tempo sembra sospeso: i brani fluiscono tra reinterpretazioni e omaggi, aprendo con una sorprendente “Heroes” di Roni Size in chiave bossa nova, passando per “Trans Fatty Acid” dei Lamb, “Big Powder Dust” di Bomb the Bass e una versione raffinata di “Useless” dei Depeche Mode. Il climax arriva con l’inevitabile, magnetica “Speechless”, che chiude il set con la grazia malinconica tipica del duo.
Fuori dal Trianon, l’aria è frizzante. I due furgoni sono già pronti a caricare il materiale per la prossima tappa europea. Kruder & Dorfmeister salutano Parigi come solo loro sanno fare: con classe, groove e la consapevolezza di aver riportato in vita — almeno per una sera — l’essenza di un’epoca che continua a suonare contemporanea.
(Davide Cavalieri)

