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Sognante, malinconica, consapevole
Gli occhi di EERA sono la prima cosa che si nota nella copertina di “I’ll Stop When I’m Done”: due occhi sognanti, profondi, anche un po’ malinconici. Per il suo terzo album la chitarrista norvegese di stanza a Berlino ha voluto (ri)partire da se stessa, come sempre ma in un modo nuovo. Lei, una delle migliori cantautrici europee (ma la gente ancora non lo sa perché non la conosce), ha sviluppato il suo linguaggio personale e nostalgico portandolo al di là dei normali riferimenti pjharvey-iani e collocandolo in un ambito indie-pop maturo e con qualche tocco sintetico, ma soprattutto elevandolo a una musica che pare trascendere i decenni per andare oltre. In certi punti potrebbe essere un album suonato con un grammofono, e invece ha le stesse ansie e sogni di noi nel 2025.
Celebrare i propri errori
La partenza è mozzafiato: in “Celebrate” EERA propone di “celebrare i propri errori” in una sorta di espiazione toccante che impara dalla lezione di “Pyramid Song” dei Radiohead. Un pezzo da brividi. Il brano mette subito in un climax denso e intimo che continua con il singolo “Forget Her” dal riff di pianoforte sghembo e dispari, e poi l’album si dipana tra canzoni più semplici (“Talking” e “Joy”, solo voce e chitarra) e brani più arraggiati: in “Honey, do you see me” EERA sembra che si faccia ispirare dagli ultimi (bravissimi) Travis mentre nel singolo “I’ll Stop When I’m Done” Anna Lena Bruland (questo il suo vero nome) si avventura in un ambito pop per lei nuovo e in cui dimostra di trovarsi benissimo a suo agio. ll titolo riprende una celebre frase di Marilyn Monroe «I won’t stop when I’m tired, I’ll stop when I’m done» e con questa EERA dimostra di essere pienamente in cammino verso il suo album perfetto.
Un cammino che non si ferma
Seppure l’evoluzione sia palese e non possa esserci rimpianto per i due suoi bellissimi primi album (assolutamente da recuperare, “Reflection of Youth” del 2017 e “Speak” del 2021), “I’ll Stop When I’m Done” non sarà l’album che la consacrerà definitivamente. La ragazza ha altre cartucce non ancora sparate. Lo sappiamo. Quindi per ora ci godiamo questa ottima prova, e poi si vedrà. Sperando di vederla live in Italia, dove non è ancora passata. Lei ce l’ha promesso, non si fermerà finché avrà avrà concluso la sua missione. La musica, quando è vera, non si ferma mai.
80/100
(Paolo Bardelli)

