• A$AP ROCKY, “Long.Live.A$AP” (Polo Grounds / RCA, 2013)

    A$AP ROCKY, “Long.Live.A$AP” (Polo Grounds / RCA, 2013)

    [ di Piero Merola ] Non è solo merito dei cameo di Kendrick Lamar, Santigold e Schoolboy Q: il rapper ventiquattrenne di Harlem ha allargato i suoi orizzonti, e nel primo vero LP non sbaglia un colpo.

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  • THE ANTLERS, Hospice (Frenchkiss, 2009)

    Ogni anno in media ne esce uno. I “dischi-caso”. Opere musicali, quasi sempre americane (e dintorni), che saltano fuori da un anonimo nulla e cambiano improvvisamente il senso complessivo di un’annata musicale che pareva ormai ben indirizzata verso il suo timido destino. Una volta era il caso di “Funeral” degli Arcade Fire, oppure di “I’m…

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  • ATLAS SOUND, “Logos” (4AD, 2009)

    ATLAS SOUND, “Logos” (4AD, 2009)

    Un’impagabile colonna sonora senza tempo che fa di “Logos” un must del 2009.

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  • DOVES, Kingdom Of Rust (EMI, 2009)

    Forse ci siamo. Lo stavamo aspettando da tempo l’album definitivo dei Doves, quello che avrebbe dovuto incarnare in sé tutta l’essenza della band di Manchester, che ne avrebbe rappresentato la summa completa ed indiscussa. E questo “Kingdom Of Rust” lo è: è il loro The Joshua Tree, il loro Ok Computer, uno di quegli album…

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  • ALICE IN CHAINS, Jar Of Flies (Columbia, 1994)

    ALICE IN CHAINS, Jar Of Flies (Columbia, 1994)

    Era quando il movimento delle camicione di flanella stava cercando inutilmente di riprendere il respiro, che non ce la faceva più a correre così in fretta. A bruciare così in fretta. Il mondo si era capovolto, lo showbiz stava portando sul Golgota a morire ragazzi così vitali e fragili come Kurt Cobain, da lì a…

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  • AIR, “Moon Safari” (Source, 1998)

    AIR, “Moon Safari” (Source, 1998)

    Non con Armstrong: gli ascoltatori sono sbarcati sulla Luna nel 1998, con “Moon Safari”.

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  • CULT, Love (Beggars Banquet, 1985)

    Linda parla a Steve, seduta sul suo pavimento, con in mano il vinile di “London Calling” dei Clash. Parla delle sue prime storie d’amore andate male. “Dopo ho pensato che avrei conosciuto qualcuno al college, capisci, una perfetta combinazione tra Mel Gibson e Ken Follett, e che la rivoluzione sessuale ci avrebbe fatalmente travolti entrambi.…

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  • GRAVENHURST, The Western Lands (Warp, 2007)

    E intanto Nick Talbot non sbaglia un disco. Potrebbe essere questo un buon modo di introdurre l’ultimo parto discografico della compagine (in realtà poco più di un duo) guidata dall’irrequieto compositore britannico, che giunge a due anni di distanza dal celebrato “Fires In Distant Buildings”, disco della cosiddetta “svolta elettrica” e, secondo il parere molto…

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  • BURIAL, Untrue (Hyperdub, 2007)

    “Untrue”, come tutte le cose belle, merita attenzione. Non è semplice, forse nemmeno immediato; è penetrante, vivo, pulsante. Il secondo atto della saga inaugurata con “Burial” (album d’esordio che portava lo stesso nome dell’autore) dal giovane produttore britannico penetra nelle ossa come la pioggia fine di novembre; te la senti scendere addosso ed entrare dentro…

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  • IL TEATRO DEGLI ORRORI, Dell’Impero delle Tenebre (La Tempesta, 2007)

    A me il maledettismo non è mai andato giù. Quelli che cantano le vite spericolate, quelli che la candela la bruciano da due lati, ecco quelli lì non toccano le mie corde, perché preferisco gli introspettivi, gli sfigati sorridenti. Bene, il disco di cui parlo, nel caso qualcuno ancora non lo sappia, non è esattamente…

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