È un prodotto furbetto furbetto questo qua dei Nouvelle Vague, musica pronta, metabolizzata e già digerita (trattasi di cover degli Anni Ottanta riarrangiate in chiave bossanova) per non far accendere il cervello dell’ascoltatore e le sue sinapsi dedicate alla percezione della musica. Non c’è nulla di male e si ascolta bene (bene/male, categorie universali che…
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Il preascolto del nuovo album dei Perturbazione avviene in una giornata milanese dai toni primaverili anche se di inizio marzo. Tanto meglio, questo clima sornione è perfect per “Pianissimo Fortissimo”, la prima prova del gruppo di Torino per una multinazionale. Dalle pareti della sala d’ascolto della EMI ci guardano le faccette sbarazzine dei Beatles (ma,…
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E’ almeno un paio di settimane che aspetto che esca nei cinema della mia città “L’Arte Del Sogno” di Michel Gondry, e non arriva mai. Dovrò emigrare, non c’è pezza. Non è per vedere se Charlotte Gainsbourg è una brava attrice, questo l’ho già appurato, da ultimo in “21 grammi”. E’ piuttosto per godere ancora…
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Dov’eramo rimasti con gli Air? Nello scorso anno avevamo assistito alle bizze adolescenziali del progetto Darkel e all’autocelebrazione un po’ buttata via del disco di Charlotte Gainsbourg, quasi che gli Air non avessero la concentrazione sufficiente per fare uscire finalmente quel nuovo loro album che mancava dagli inizi del 2004. Più precisamente comunque il punto…
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E’ un album ramingo, questo “No Border”, come è stato ramingo Thomas Belhom in questi anni. Dalla Francia – la sua nazione – ai paesaggi lirici e assolati dell’Arizona, e ritorno. Sulla strada ha incontrato diversi amici – Stuart Staples (Tindersticks), Kim Ohio (Mad River), Paul Nihaus (Lambchop), Volker Zander (Calexico) – che ora lo…
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I Clinic ci hanno fregato un’altra volta. Hanno fatto un altro album con una sola canzone, la stessa, ripetuta all’infinito, come l’altra volta, appunto. Però tutte le volte che fanno partire il loro sbiascicante cantato, il loro tribalismo anarchico, la loro messa laica, è il solito botto che si ripete, come quel botto (vero) alla…
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Non avrebbe senso ascoltare di giorno questa nuova prova degli Early Day Miners, combo solitamente sussunto nell’ambito del post-rock e proveniente da Bloomington, nell’Indiana. Sono sei tracce che formano un continuum totalmente notturno: sussurri adagiati come le chitarre slide di “Return Of The Native”, potenza evocativa di certi Cure – e viene subito in mente…
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La domanda è, crediamo, legittima. Ma se Albert Hammond Jr. non fosse un chitarrista degli Strokes, il suo album avrebbe attirato delle attenzioni? Non si creda che questa sia una domanda maliziosa, dato che “Yours To Keep” è un album che ben si fa ascoltare, però quando certi interrogativi saltano in testa bisogna pur scervellarsi…
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In molti mal digeriscono la definizione “musica inutile”, dato che tutta la musica sarebbe “inutile” per definizione. In effetti non serve per mangiare e per le altre funzioni vitali, ok, allora se vogliamo rendere vagamente il concetto possiamo usare l’aggettivo “innocuo”? Sì, così sembra anche più rispettoso. Ecco, il terzo album di Yorkston, “The Year…
