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Ritrovare vecchi amici, su e giù dal palco
La storia d’amore con il gruppo torinese è ad oggi la più lunga della mia vita.
Sei occasioni – se non ne dimentico qualcuna – per incontrarsi, fin dal 2005, dal tour di Terrestre a quello di Una Nave In Una Foresta, passando per la celebrazione del primo irripetibile disco andata in scena all’Unipol Arena di Casalecchio, Bologna, nel 2012.
Minimo comune denominatore e prevalenza in queste date spetta al Velvet Club & Factory. Lo spirito del tempio del divertimento riminese rivive sabato 22 Agosto 2026 alla Villa Torlonia, con un djset curato da Lappa e Elio e ballato da amici o persone che non vedevo da anni. Due ore per ascoltare l’essenza di anni gloriosi nei quali i Subsonica hanno lasciato una traccia importante, crescendo sotto l’ala di personaggi come Thomas Balsamini e Mirco Veronesi, ringraziati più volte durante il concerto.

Faccio un passo indietro perchè è doveroso citare le due band che hanno aperto l’ultima serata di Acieloaperto 2026. Pur mancandoli, i Senzavolto da Pesaro e gli Hate Moss (una gemma da scoprire firmata Trovarobato) si sono distinti per una proposta originale, mescolando cantautorato e indie-pop nel primo caso, più trasnazionali e underground quella dei secondi. Ian Carvalho e Tina Galassi hanno pubblicato il nuovo lavoro A Hot Mess giusto a inizio anno, chiarendo la loro ricetta di electroclash, psichedelia freak e batucada: sembra di ascoltare i Ninos Du Brasil ma grezzi e con più songwriting.
Il giardino della tenuta pascoliana si riempie verso le 22, giusto in tempo per l’arrivo dei Subsonica.

In mezzo a terre rare, non possiamo più rimanere inermi
Samuel, Max Casacci, Boosta, Vicio e il Ninja sono di casa, dicevamo, in Romagna. E si gasano riconoscendo facce che li hanno accompagnati e seguiti nei vari tour, a trent’anni dalla loro nascita.
Si parte con una tripletta da urlo dall’omonimo esordio, dagli echi dub e bristoliani di “Istantanee” al funk contagioso di “Radioestensioni”, guidata dalla chitarra di Max e una voce intatta, e splendida, di Samuel. “Liberi Tutti” è il primo scossone e evidente riferimento politicizzato ad anticipare “Aurora Sogna”, meno al fulmicotone che usualmente ma ballata, e cantata, dai 2500 spettatori del giardino di Villa Torlonia.


“Radio Mogadiscio” apre il giro dei pezzi nuovi, contenuti in Terre Rare, undicesimo album della band piemontese. Penetrante, in sintonia con le loro melodie più note. Impossibile stare fermi con “Nuova Ossessione” o non commuoversi con “Lasciati”, pensando a quante volte io e la gente intorno li abbiamo visti con una ragazza, a cui abbiamo poi dovuto dire addio.
“Nuvole Rapide”, altra hit immancabile, e poi si torna sui brani inediti. È il momento più alto dello show e, permettetemi, dell’intera rassegna (vista da me) di Acieloaperto XIV. Intervallate da un discorso di Casacci nello sfondo di guerre di interessi, tumulti mediorientali e una crescente disparità tra ricchi e poveri, si alternano “Straniero”, “Grida”, la bellissima “Transumanesimo” e “Ghibli”, quest’ultima eseguita con strumenti tradizionali comprati durante il viaggio in Marocco della band in cui è stato concepito Terre Rare.
L’ultima sequenza di una performance trascinante, che sia nell’alto voltaggio di “Il Diluvio” o nella tenera e disillusa “Preso Blu”, merita di essere consegnata all’eternità, almeno della grande musica italiana degli ultimi trent’anni appunto. E ringrazio sempre l’inclusione in scaletta di “Tutti I Miei Sbagli”, che permette di andare in bagno evitando la coda (ahah).


Un degno finale per una rassegna variegata e partecipata
Forse i Subsonica hanno fatto un unico sbaglio questa sera. Non hanno citato nei numerosi ringraziamenti chi li ha ospitati e voluti, Retropop Live/Acieloaperto.
Lapsus, foga del momento. Non lo so. Quindi lo facciamo noi per loro, da partner certamente ma anche nelle vesti di chi, sin dalla conferenza di presentazione presso Spazio Marte a Cesena, ha inteso le difficoltà nell’organizzare concerti in questo momento storico e di empasse, per non prevedendo lontanamente i forfait di nomi centrali in lineup come quelli di Bleech 9:3 e Tash Sultana.
Nessuno se n’è reso conto, la partecipazione è stata convinta e enorme, grazie all’accoglienza, allo spirito organizzativo e alla bravura dei tanti volontari che mettono tutto loro stessi nella causa da anni. Questo varrà sempre più della band migliore del mondo. Senza questo, e senza la linea, il messaggio e la cultura che portano questo festival, non c’è niente. Quattordici volte grazie, Acieloaperto.


Questi i brani eseguiti dai Subsonica a Villa Torlonia:
Istantanee
Onde quadre
Radioestensioni
Liberi tutti
Depre (Body Moving snippet)
Aurora sogna
Radio Mogadiscio
Nuova ossessione
Il centro della fiamma
Lasciati
Il Tempo in Me
Nuvole rapide
Straniero
Ghibli
Grida
Veleno
Discolabirinto
Up Patriots to Arms (Franco Battiato cover)
Play Video
Transumanesimo
Il diluvio
Tutti i miei sbagli
Strade
Preso blu

Testo di Matteo Maioli
Foto di Roberta Paolucci
