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Bologna, 16 Luglio 2026, parte il countdown verso il nuovo album
Unica data italiana da headliner per la band guidata da Paul Banks, dopo lo slot di spalla ai My Chemical Romance (?) a Firenze. A un mese e mezzo circa dall’atteso ritorno discografico con This Mirror Weighs A Ton, che vede le prestigiose collaborazioni in studio di Dave Fridmann (The Flaming Lips) e Andrew Wyatt (Miley Cyrus, Jungle), abbiamo assistito a una buona performance, giusto un pò fredda e distaccata visto comunque il grande entusiasmo di un Sequoie pieno quasi nella sua totalità, intorno ai 5000 spettatori.
E dire che in un’ora e mezza si sono succeduti tutti i brani che fanno parte della colonna sonora della vita di noi kalporziani e di ogni appassionato di indie anni zero che si rispetti, dall’opener “Untitled” a “Evil” passando per “Rest My Chemistry”. La sorpresa è il batterista in prestito, Matt Barrick dei Walkmen, dall’approccio ruvido e non sempre calzante per questa versione matura dei newyorkesi, al posto di un Sam Fogarino in riabilitazione dopo l’intervento alla colonna vertebrale; il concerto inevitabilmente parte timido e finisce in un crescendo di emozioni, accompagnato da giochi di luci meravigliosi come le versioni di hit più recenti come “The Rover” e “All The Rage Back Home”.
Paul Banks dimostra di saper ancora reggere il palco e incantare il pubblico, cantando meglio che può: non so il motivo, però il timbro dopo tutti questi anni (io li ho visti in altre tre occasioni) sembra avvicinarsi a quello di Michael Stipe dei R.E.M. Ottime trame anche dal chitarrista Daniel Kessler e il groove, evidente in “The New” e “Obstacle 1”, dall’inarrivabile capolavoro Turn On The Bright Lights, del bassista Brad Truax.
Un mezzo miracolo, vista la tempesta del giorno precedente
Le ultime considerazioni di una serata di giubilo per ogni fan degli Interpol che si rispetti, pur mancando della grandezza dimostrata fino a Our Love To Admire, le dedico a una location nuova per il sottoscritto, in cui il volume rimane prettamente identico ad ogni distanza del palco (tendente al basso) ma la visuale no. Chi ha scelto di sedersi in tribuna, con un maggiore esborso economico e a livello del pit, era penalizzato dall’essere in posizione opposta al palcoscenico con assenza di schermi funzionanti a supporto del concerto.
Fa però da contraltare la situazione verificatasi neanche il giorno prima, con una tempesta che ha investito Bologna e l’intera Emilia, sradicando alberi, teloni e le strutture fondamentali. Un grazie quindi all’efficientissima organizzazione, che ha realizzato un’impresa nel garantire lo svolgimento di un concerto di questa importanza.
Lunga vita agli Interpol in attesa di This Mirror Weighs A Ton, rappresentato a Bologna dalle incoraggianti “See Out Loud” e “Wings On Fire”.

La scaletta degli Interpol a Bologna
Untitled
No I in Threesome
C’mere
All the Rage Back Home
Rest My Chemistry
Wings on Fire
My Desire
Evil
The New
Take You on a Cruise
The Rover
See Out Loud
Obstacle 1
NYC
PDA
Pioneer to the Falls
Roland
Slow Hands




