Teatro dal Verme, saletta piccola sotto: clima da concerto per pochi invitati, vicinissimi al palco, seduti. E’ lì che si materializza il blues futurista di St Vincent, fatto di tastiere pastose, di riff mai banali dall’andamento ondulato alla Ravel, di assoli lancinanti.
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Non so quante volte mi è capitato di sentire paragonare una cantautrice a Kate Bush, e molto spesso a sproposito. È una sorta di pigrizia critica che rasenta lo sciovinismo: ragazza, voce limpida ed educata, suona e compone da sé, pronti!, la nuova Kate Bush. Non farò quindi un torto sessista a una ragazza talentuosa,…
