C’era un tempo in cui l’aria non si era ancora oscurata, intorno alla testa di Nina Nastasia: un tempo in cui gli animali erano semplici cani, e non scheletri di bestie estinte lanciate in un’inutile fuga come nella copertina dell’ultimo “Run to ruin”. Un tempo, insomma, in cui il suo volto severo, quasi vittoriano, sapeva…
