Proprio come nell’ultimo, emotivamente generoso, romanzo di Nick Hornby. Là le prime sessanta pagine, qui le prime tre canzoni. Una insostenibile sensazione di freddo ed aridità. E ciò che lo scrittore britannico riusciva ad esprimere raccontandoci di un matrimonio spento e demotivato, i Pulp lo ricreano sparandoci due stanchi rockacci più un gelido esperimento trip-hop.…
