L’Enfance Rouge è in viaggio da anni: e non solo per quell’abitudine tutta loro di dare titoli di tragitti (im)possibili agli album (a parte quello che leggete in testa a questa recensione, ricordo “Swinoujscie-Tunis”, “Resus-Ljubjliana” e “Rostock-Namur”, tra gli altri), e neanche solo per la natura pressoché apolide dei suoi componenti – francesi? Italiani? Chissà……
