• JOSH ROUSE, Subtitulo (Nettwerk, 2006)

    Probabilmente avevo caricato troppe aspettative su Josh Rouse. Del resto, come restare inermi davanti alla bellezza assoluta di dischi come “1972” e “Nashville”? Pensavo che non sarebbe mai stato capace di scendere dai livelli toccati con quei dischi, ma probabilmente mi sbagliavo, perché “Subtitolo” è forse la prima vera occasione mancata dell’americano trapiantato in Spagna.…

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  • JOSH ROUSE, Nashville (Edel, 2005)

    Ci sono certe persone che riescono a scrivere la canzone pop perfetta con una naturalezza irritante. Sì perché non bisogna essere fondamentalmente dei geni per fare dei piccoli capolavori: mica è sempre detto che ci debbano essere arrangiamenti elaborati e sovrastrutture che scardinano le teorie di Adorno, di Middleton e di ogni studioso di popolar…

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