Dopo il capolavoro “My Beautiful Dark Twisted Fantasy”, la star che si crede Dio torna con un altro capolavoro, ostico, claustrofobico e rabbioso, tra sample, collaboratori di lusso e i consueti colpi da maestro.
Questi giovani sbarbatelli americani con il pop inglese nel cuore ci guidano attraverso un caleidoscopico mood fatto di piccoli anfratti ameni, tra le suggestioni glam degli anni ’70.
[ di Piero Merola ] L’architrave è black metal, ma niente paura: i due fondatori dei Deafheaven sono fan dello shoegaze e del post-rock. E si sente tutto.
[ di Monica Mazzoli ] Kurt Vile, ormai sicuro dei propri mezzi, lascia libero il proprio io compositivo, lo fa vagare come se fosse un nomade senza meta alcuna.
[ di Paolo Bardelli ] Un album figlio della necessità di punti fermi, che ci dà la possibilità ancora una volta di immergerci in una storia ultracinquantennale.
[ di Giuseppe Franza ] “The Next Day” è un disco profondo. Pensato. Alto. Criticamente spirituale. Mondano. Disperato. Arreso. Elegantemente riflessivo. Passato prossimo. Inattuale.
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