• HOLY FUCK, LP (Beggars Banquet / XL, 2007)

    Con un nome del genere non puoi certo passare inosservato. Poi si scopre che gli Holy Fuck, da Toronto, sono già al secondo lavoro (intitolato semplicemente “LP”, con tutta evidenza devono avere una malsana predilezione per le pastiglie), avendo esordito un po’ in sordina addirittura nel lontano 2005. Molti in questi giorni si stanno occupando…

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  • Dead Meadow, live al Sinister Noise di Roma nel 2008

    Dead Meadow, live al Sinister Noise di Roma nel 2008

    Dead Meadow al Sinister Noise: tra derby romano e psichedelia, una serata di noise, stoner e viaggi interstellari.

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  • LIGHTSPEED CHAMPION, Falling Off The Lavender Bridge (Domino / Self, 2008)

    Chi si ricorda (pochi immagino) ancora i Test Icicles, è meglio che li dimentichi al più presto. Dev Hynes (che di quel gruppo era chitarrista) si è lasciato alle spalle ogni velleità glam pop con vaghe pretese dancerecce ed è tornato per un periodo di decompressione e riflessione in patria, dove è stato poi fulminato…

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  • GRAVENHURST, The Western Lands (Warp, 2007)

    E intanto Nick Talbot non sbaglia un disco. Potrebbe essere questo un buon modo di introdurre l’ultimo parto discografico della compagine (in realtà poco più di un duo) guidata dall’irrequieto compositore britannico, che giunge a due anni di distanza dal celebrato “Fires In Distant Buildings”, disco della cosiddetta “svolta elettrica” e, secondo il parere molto…

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  • VAMPIRE WEEKEND, Vampire Weekend (XL, 2008)

    L’avevamo già detto, la parola chiave per il futuro della musica è una sola: contaminazione. Già l’anno passato Damon Albarn aveva capito tutto, andandosi a prendere Tony Allen per cercare insieme a lui e Paul Simonon (non per niente coartefice di un “Sandinista!” che fa quasi da spartiacque storico) il domani della musica tra le…

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  • THE STYLES, You Love The Styles (H2O / Sony BMG, 2007)

    È talmente facile e giornalisticamente scontato parlare male degli Styles (anche e soprattutto in virtù di quel singolaccio galeotto in compagnia di J Ax che nessuno ha mai digerito), che verrebbe quasi voglia di essergli amici per amore delle cause perse. E la sorpresa è che in fondo non sarebbe nemmeno così difficile, visto che…

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  • DIRTY PROJECTORS, Rise Above (Rough Trade / Self, 2007)

    Se siete alla ricerca di stranezze sonore assortite e abbinamenti di stile quantomeno opinabili questo disco fa al caso vostro. Pensavate che Prince e Captain Beefheart mai e poi mai avrebbero potuto incrociare le loro strade? Be’, vi sbagliavate, in quel di New York (e dove sennò?) sono riusciti a smentire anche questo teorema. Ma…

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  • SUPER FURRY ANIMALS, Hey Venus! (Rough Trade, 2007)

    Al pari di Stereophincs, Manic Street Preachers, Catatonia (che fine hanno fatto?) e Gorky’s Zygotic Mynci, i Super Furry Animals rappresentano una delle più importanti rock bands gallesi venute alla ribalta nel corso degli anni ’90 e una delle più felici intuizioni di sir Alan McGee. Undici anni esatti fa la mai troppo compianta Creation…

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  • KINSKI, Down Below It’s Chaos (Sub Pop, 2007)

    Potrebbe essere l’album della definitiva consacrazione mondiale (e forse sarebbe ora) questo “Down Below It’s Chaos” degli americani Kinski. Il quartetto di Seattle, capitanato da Chris Martin (da non confondere con l’omonimo cantante dei Coldplay) approda infatti in questi giorni al suo settimo lavoro in studio, il terzo targato Sub Pop, dopo anni di intensa…

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  • Brett Anderson, Classico Village (Roma) (7 dicembre 2007)

    Brett Anderson, Classico Village (Roma) (7 dicembre 2007)

    Ah il brit pop…Sembra ieri e invece sono passati dieci anni da quando ancora dodicenne mi coltivavo con orgoglio la mia brava frangetta da albarniano convinto (pagandone oggi le tristi conseguenze) e me ne andavo a spasso in bicicletta per le campagne intonando i ritornelli di “Parklife” mandati a memoria, innamorato di ragazze che non…

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