• NOUVELLE VAGUE, Bande A Part (Pias / Self, 2006)

    È un prodotto furbetto furbetto questo qua dei Nouvelle Vague, musica pronta, metabolizzata e già digerita (trattasi di cover degli Anni Ottanta riarrangiate in chiave bossanova) per non far accendere il cervello dell’ascoltatore e le sue sinapsi dedicate alla percezione della musica. Non c’è nulla di male e si ascolta bene (bene/male, categorie universali che…

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  • “Pianissimo Fortissimo”, il preascolto

    “Pianissimo Fortissimo”, il preascolto

    Il preascolto del nuovo album dei Perturbazione avviene in una giornata milanese dai toni primaverili anche se di inizio marzo. Tanto meglio, questo clima sornione è perfect per “Pianissimo Fortissimo”, la prima prova del gruppo di Torino per una multinazionale. Dalle pareti della sala d’ascolto della EMI ci guardano le faccette sbarazzine dei Beatles (ma,…

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  • CHARLOTTE GAINSBOURG, 5:55 (Wea International, 2006)

    E’ almeno un paio di settimane che aspetto che esca nei cinema della mia città “L’Arte Del Sogno” di Michel Gondry, e non arriva mai. Dovrò emigrare, non c’è pezza. Non è per vedere se Charlotte Gainsbourg è una brava attrice, questo l’ho già appurato, da ultimo in “21 grammi”. E’ piuttosto per godere ancora…

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  • AIR, Pocket Symphony (Virgin, 2007)

    AIR, Pocket Symphony (Virgin, 2007)

    Dov’eramo rimasti con gli Air? Nello scorso anno avevamo assistito alle bizze adolescenziali del progetto Darkel e all’autocelebrazione un po’ buttata via del disco di Charlotte Gainsbourg, quasi che gli Air non avessero la concentrazione sufficiente per fare uscire finalmente quel nuovo loro album che mancava dagli inizi del 2004. Più precisamente comunque il punto…

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  • THOMAS BELHOM, No Border (Ici D’Alleurs / Wide, 2007)

    E’ un album ramingo, questo “No Border”, come è stato ramingo Thomas Belhom in questi anni. Dalla Francia – la sua nazione – ai paesaggi lirici e assolati dell’Arizona, e ritorno. Sulla strada ha incontrato diversi amici – Stuart Staples (Tindersticks), Kim Ohio (Mad River), Paul Nihaus (Lambchop), Volker Zander (Calexico) – che ora lo…

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  • CLINIC, Visitations (Domino / Self, 2006)

    I Clinic ci hanno fregato un’altra volta. Hanno fatto un altro album con una sola canzone, la stessa, ripetuta all’infinito, come l’altra volta, appunto. Però tutte le volte che fanno partire il loro sbiascicante cantato, il loro tribalismo anarchico, la loro messa laica, è il solito botto che si ripete, come quel botto (vero) alla…

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  • EARLY DAY MINERS, Offshore (Secretly Canadian / Wide, 2006)

    Non avrebbe senso ascoltare di giorno questa nuova prova degli Early Day Miners, combo solitamente sussunto nell’ambito del post-rock e proveniente da Bloomington, nell’Indiana. Sono sei tracce che formano un continuum totalmente notturno: sussurri adagiati come le chitarre slide di “Return Of The Native”, potenza evocativa di certi Cure – e viene subito in mente…

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  • ALBERT HAMMOND JR., Yours To Keep (Rough Trade / Self, 2006)

    ALBERT HAMMOND JR., Yours To Keep (Rough Trade / Self, 2006)

    La domanda è, crediamo, legittima. Ma se Albert Hammond Jr. non fosse un chitarrista degli Strokes, il suo album avrebbe attirato delle attenzioni? Non si creda che questa sia una domanda maliziosa, dato che “Yours To Keep” è un album che ben si fa ascoltare, però quando certi interrogativi saltano in testa bisogna pur scervellarsi…

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  • JAMES YORKSTON, The Year Of The Leopard (Domino / Self, 2006)

    In molti mal digeriscono la definizione “musica inutile”, dato che tutta la musica sarebbe “inutile” per definizione. In effetti non serve per mangiare e per le altre funzioni vitali, ok, allora se vogliamo rendere vagamente il concetto possiamo usare l’aggettivo “innocuo”? Sì, così sembra anche più rispettoso. Ecco, il terzo album di Yorkston, “The Year…

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  • Paolo Bardelli Awards 2006

    Paolo Bardelli Awards 2006

    I MIGLIORI DISCHI 2006, ANCHE SE NULLA DI CHE… MOGWAI, “Mr Beast” I Mogwai stranamente concreti e meno impalpabili, con le idee ben definite in testa. BELLE AND SEBASTIAN, “The Life Pursuit” Basta tafazzarsi i maroni. Ascoltiamoci un po’ di “The Life Pursuit” e stravacchiamoci il cervello. Che torna il sorriso. ARCTIC MONKEYS, “Whatever People…”…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010