• “The Fear”, il turbinare postadolescenziale di Lily Allen

    “The Fear”, il turbinare postadolescenziale di Lily Allen

    E’ tornata mora. Il periodo biondo di Lily Allen non ha provocato danni, la cantante lo ha passato in momento non musicale, diciamo piuttosto mondano, e ora ritorna con il primo video del prossimo album che uscirà nel febbraio 2009, “It’s Not Me, It’s You”, con la sua classica frangetta mora e lo sguardo sbarazzino.…

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  • Avere la neve nell’anima: Bon Iver

    Avere la neve nell’anima: Bon Iver

    Girando per i blog musicali del globo già in tanti lo segnalano come album dell’anno, un outsider. Tra l’altro uno di quei dischi che, autoprodotto, uscì nell’autunno 2007 subito recensito da Pitchfork, poi la Jagjaguwar (l’etichetta degli Okkervil River) lo pubblicò negli States a febbraio 2008 mentre in Europa è arrivato a Maggio su 4AD.…

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  • Sicché… i Bad Apple Sons vincono il Rock Contest!

    Sicché… i Bad Apple Sons vincono il Rock Contest!

    Che parola simpatica, “sicché”. Congiunzione utilizzata come il prezzemolo dai toscani doc, adatta per ogni dove e ogni quando, con valore conclusivo o consecutivo, per dire quello che si deve dire davvero oppure per chiudere un discorso che poi non ci sono più altre parole adatte. Il mio modo per ricordarmi di una bella due…

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  • I Beach House, Facebook e Maurizio Gasparri

    I Beach House, Facebook e Maurizio Gasparri

    Qualcuno dei Kalporziani si è sbilanciato sul gruppo che Kalporz ha su Facebook (sì, c’è un nostro gruppo assieme a quelli tipo “Non vorresti colpire il gattino virgola con una mazza da golf?”, “Beppe Maniglia Sindaco di Bologna”, “Petizione: un insegnante di sostegno per il senatore Maurizio Gasparri”, ecc. ecc.) mettendo “Devotion” dei Beach House…

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  • SANTOGOLD, “Santogold” (Downtown / Lizard King Records, 2008)

    Non è facile mettere d’accordo quasi tutti, ma Santogold c’è riuscita. Direttamente dal nulla o quasi Santi White è diventata hype, perché – se non lo sapete – viviamo in un mondo schizofrenico che per autoalimentarsi descrive acrobazie impossibili. In realtà è tutto più semplice: la cantautrice di Philadelphia è apparsa fin da subito con…

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  • Caspiterina! Compilation, Pre-Christmas 2008

    Caspiterina! Compilation, Pre-Christmas 2008

    Aria prenatalizia, ormai. A Reggio Emilia si festeggia S. Prospero il 24 novembre e da quella data in poi ogni occasione è buona per comprare i regali. Cosa c’è di meglio perciò di buttare lì dunque una compilation per queste giornate un po’ sospese e a volte inevitabilmente urticanti? Perché se è vero che ci…

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  • Intervista a Giampaolo Corradini

    Intervista a Giampaolo Corradini

    Chiunque abbia suonacchiato in sala prove oppure abbia comunque il problemino di avere una passione maniacale per la musica non potrà che ritrovarsi nel primo romanzo di Giampaolo Corradini, “Studio Seltz” (Aliberti Editore), e non finire ad impersonificarsi in Davide, Flanella, Aspirina e negli altri “mixerabili”, i gestori tecnici del suono del Seltz. Personaggi che…

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  • Si accendono “le Luci” su Michele Bernardi

    Si accendono “le Luci” su Michele Bernardi

    E’ la rivelazione dell’anno, questo ferrarese dalle basette rispettabili e dall’animo profondo. Sappiamo già che "Canzoni Da Spiaggia Deturpata" è stato premiato con la Targa Tenco per la categoria Opera Prima, ora arriva anche il M.E.I. di Faenza che il 30 novembre lo premierà con altri tre riconoscimenti (Rivelazione indie-rock dell’anno del M.E.I., Rivelazione dell’anno…

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  • Jane Birkin, figlia di un bellissimo inverno

    Jane Birkin, figlia di un bellissimo inverno

    Il comunicato stampa rilanciato dalle agenzie è, come sempre, piuttosto laconico. “Jane Birkin e’ tornata. A 61 anni, la musa di Serge Gainsburg esce con un attesissimo nuovo lavoro: "Enfants d’hiver". Ricco di "nostalgia e ricordi" , come scrive Voici, il cd contiene 13 tracce nelle quali "l’inglese piu’ amata dai francesi" affronta i temi…

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  • I Gnarls Barkley si salvano l’anima

    I Gnarls Barkley si salvano l’anima

    Quando una canzone è bella, lo è in qualunque veste. O quasi. In ogni caso lo era anche prima di inciderla, fin da quando era stata composta con un pianoforte qualsiasi o con una chitarrina magari da 50 dollari. Bisogna dunque ringraziare i Gnarls Barkley, veri mattatori di questo 2008 per il sottoscritto, di aver…

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Se potessi ripercorrere in un attimo, nuotando controcorrente, le rapide di questo fiume oramai giunto al suo estuario, nella estrema fissità di questo mio prossimo viaggio nella noia orizzontale, sceglierei gli anni in cui la volta celeste non era altro che un enorme lenzuolo fatto a cielo e la luna una palla polverosa gettata nel vuoto e catturata con le unghie dall’egoismo del pianeta Terra. E noi, bimbi, cadevamo con essa per sempre, aggrappati in un infinto sprofondo gli uni agli altri, grazie a un gomitolo di lana nera. I grandi dimenticarono in fretta di avere un mondo con certe stelle enormi, sopra il capo, da osservare, mentre noi sacrificavamo la nostra noia migliore per costruire ponti sospesi nello spazio che ci allacciassero a un’agognata luna. La dipingemmo butterata e funesta, con maremoti sulla superficie di un ponto che non era mai tranquillo, ma tutta una schiuma fremente di gorghi e mostri marini. Nuovi esseri di ordinaria malinconia calpestavano un tappeto soffice come zucchero filato sparso su una teglia, in cui si radicavano piante cresciute dolci come torroni. Altre volte immaginammo un balzo da gigante come in mongolfiera, le tante mongolfiere tipiche di una domenica d’estate, un balzo che ci consentisse di fuggire all’avarizia terrestre e alle sue costrizioni. In anni in cui razzi enormi arrugginivano in volo, pensammo a uno sgangherato proiettile cavo sparato negli occhi della luna come nei film dei Meliès, in cui potessimo accovacciarci per il viaggio, assieme ai nostri migliori amici. Ma poi venne il tempo di un leggero disincanto, e, anche sognando a occhi aperti, non potevamo far altro che immaginarci tute e scafandri e missili scagliati a violentare qualche nuovo cielo. E poi, al ritorno, schivare incredibili uragani e tempeste, per posarci placidamente in un mare che ci accogliesse come un telo. Eravamo certo molto giovani e molto felici e pensavamo, con rabbia, di non dover invecchiare mai. (Matteo Marconi) Le puntate precedenti Back To The Future Vol. 9 - Stuart Adamson morì nel 2001 e nessuno ne parla più Back To The Future Vol. 8 - I Vines e il Verona dell'84-'85 Back To The Future Vol. 7 – “I figli degli operai, i figli dei bottegai!” Back To The Future Vol. 6 - Ekatarina Velika (EKV) Back To The Future Vol. 5 - Gli Air sul pianeta Vega Back To The Future Vol. 4 – “Stay” e gli angeli degli U2 Back To The Future Vol.3 - La lettera dei R.E.M. e di Thom Yorke Back To The Future Vol. 2 – Massimo rispetto per i metallari (1987-89) Back To The Future vol. 1 – L’estate di Napster 14 settembre 2010