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Samia, la ragazzetta di New York dalla voce angelica che ormai va sempre più up album dopo album, si è fatta una certa nomina da quando nel 2020 uscì il primo disco “The Baby”. Si è evoluta, si è reinventata, è cresciuta ma ha mantenuto sempre il suo stile, tutto suo, tirando fuori un indie rock/pop pieno di sperimentazione e sonorità quasi ancestrali che la fa uscire fuori dal mainstream, dando forma a un mondo proprio, mezzo colorato e mezzo grigiastro, con il fascino delle cose che nascono quando l’arte si fonde con la personalità.
“Bloodless”, una riflessione profonda
L’album del 2025 è “Bloodless”, che porta con sè delle tematiche come la contraddizione che a volte viviamo tra il desiderio di farci vedere e la tendenza a nascondere il nostro lato più autentico. Mettendosi a nudo in un viaggio che riflette le sue esperienze, Samia parla del proprio vissuto con gli uomini, che dice abbiano sempre influenzato la sua percezione di se, dicendo in un intervista: “Ho trascorso gli ultimi due decenni confondendo inconsciamente un’idea astratta di uomini con la mia comprensione di Dio… La persona che sono diventata per impressionare questa figura immaginata è inseparabile da chi sono oggi”. Quest’album più che riflettere una crescita artistica, manifesta una vera crescita personale.
Una traccia che racchiude tutto
Con “Bovine Excision”, Samia inaugura Bloodless su una strada tanto profonda quanto inquietante, parte da un’immagine disturbante che sono mutilazioni di bestiame senza sangue, per parlare di esclusione, invisibilità e assenza. Il pezzo ha quella sua scrittura in bilico tra confessione e visione, la sua voce sottile lo rende più leggero e meno drammatico, ma resta comunque un brano molto intimo e impattante che mostra di che atmosfera è permeato l’album.
Il video di Sarah Ritter, accompagna tutto con immagini rurali che sembrano uscite da un sogno a bassa saturazione: silenziose, ma piene di tensione. Un sogno che penso sia l’album stesso, fatto da lucidi e con le cuffie addosso. Già così, Samia mette subito in chiaro che Bloodless non sarà un disco facile, ma nemmeno uno che si dimentica in fretta.
80/100
(Gabriele Prospero)

